Trump disposto a scambiare l’Artico con la pace in Ucraina? Un’analisi delle possibili strategie e conseguenze geopolitiche

Chas Pravdy - 12 Agosto 2025 02:10

Nel contesto della scena geopolitica globale, si fa sempre più insistente la domanda: potrebbe il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, accettare un rapido scambio — rinunciando agli interessi strategici nell’Artico in cambio di un accordo di pace in Europa orientale e Ucraina? Secondo Yuriy Ushakov, consigliere di lunga data di Vladimir Putin in politica estera e ex ambasciatore della Russia negli Stati Uniti, le regioni settentrionali rappresentano il nodo centrale degli interessi economici di entrambe le nazioni, e sono il terreno where emergono prospettive concrete per la realizzazione di grandi progetti, benefici reciproci che potrebbero sconvolgere l’equilibrio geopolitico.

Queste considerazioni trovano supporto negli analisti che ipotizzano che il prossimo incontro tra Trump e Putin in Alaska potrebbe fungere da piattaforma per discutere di tali questioni.

Conosciuto per la sua strategia di negoziare accordi commerciali di ampia portata, Trump spesso usa offerte generose come leva per ottenere concessioni politiche, come è successo in passato con la risoluzione dei conflitti tra Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo.

Un’intesa tra USA e Russia sull’Artico potrebbe aprire prospettive incredibili: accesso a riserve di circa il 13% delle risorse mondiali inesplorate, tra cui 90 miliardi di barili di petrolio e oltre 35 trilioni di metri cubi di gas, controllati prevalentemente dalla Russia.

Oltre alle risorse, le rotte navali assumono un ruolo cruciale — la Rotta del Mare del Nord potrebbe ridurre di circa il 50% i tempi di trasporto tra Asia ed Europa, dando un vantaggio competitivo decisivo.

La cooperazione tecnologica, coinvolgendo possibili investimenti di aziende statunitensi, potrebbe portare enormi benefici economici e gettare le basi per lo sviluppo di infrastrutture condivise.

Esempi storici, come l’accordo del 2011 tra ExxonMobil e Rosneft, dimostrano che la collaborazione in questo settore è altamente fattibile e vantaggiosa per entrambi — anche se rimangono rischi politici e sanzioni.

La ripresa o la creazione di nuovi progetti seguendo questo modello potrebbe rivoluzionare il panorama energetico regionale e trasformare l’Artico in una nuova frontiera energetica globale.

A livello diplomatico, Putin potrebbe usare queste risorse come leva per realizzare obiettivi di negoziato più ampi con l’Occidente, in particolare sulla questione ucraina e i territori limitrofi.

Quanto potrebbe essere probabile che gli USA acconsentano a questa trasformazione dipende da complessi calcoli politici ed economici.

Per Ucraina ed Europa, tale scenario rappresenta una minaccia — un maggiore isolamento e una crisi geopolitica più profonda, che mette seriamente in discussione la possibilità di riconquistare i territori occupati.

La domanda fondamentale rimane: Trump sarebbe disposto a fare un tale compromesso, motivato non solo dal desiderio di profitti, ma anche dalle dinamiche emergenti della politica internazionale, con conseguenze potenzialmente di vaste ripercussioni sulla stabilità e la sicurezza regionali.

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