La Polonia deporta cittadini ucraini dopo eventi controversi a un concerto a Varsavia: arresti e sanzioni

Chas Pravdy - 12 Agosto 2025 15:30

Dopo un importante concerto del rapper bielorusso Max Korzh a Varsavia, che è stato segnato da disordini di massa e dalla manifestazione di simboli proibiti, le autorità polacche hanno avviato un’investigazione approfondita.

Di conseguenza, sono state arrestate e sfrattate dal paese 63 persone, tra cui 57 cittadini ucraini e 6 bielorussi, che hanno lasciato o sono stati costretti a lasciare la Polonia, sotto pressione o di propria volontà.

Il primo ministro Donald Tusk ha sottolineato che queste misure sono state una risposta alle violazioni dell’ordine pubblico che hanno suscitato grande scalpore nell’opinione pubblica.

Durante il concerto, i partecipanti e i fan hanno non solo discusso con la sicurezza, ma hanno anche commesso atti di violenza: hanno superato le barriere, invaso il palco, incendiato razzi e mostrato la bandiera dell’UPA, simbolo del movimento di liberazione ucraino, che è vietata dalla legge polacca.

La manifestazione pubblica di questa bandiera, simbolo di supporto agli ucraini, ha suscitato polemiche e reazioni diffidenze.

La situazione evidenzia le complesse relazioni politiche e storiche tra Ucraina e Polonia, in particolare riguardo a simboli storici controversi.

Uno degli arrestati, Dmytro, ha pubblicamente scusato, affermando che la bandiera rappresentava solo un sostegno agli ucraini e non era rivolta contro la Polonia.

Secondo la polizia, 109 persone sono state arrestate durante l’evento per vari reati, tra cui possesso di droghe, aggressione alle forze di sicurezza, ingresso illegale e uso di fuochi d’artificio.

La maggior parte dei trasgressori ha ricevuto multe.

Questo caso sottolinea ulteriormente la sensibilità e la complessità delle relazioni storiche e politiche tra Ucraina e Polonia, specialmente per quanto riguarda simboli storici e memorie condivise.

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