Il ritorno dei colloqui in presenza: come l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il processo di assunzione e le sfide del XXI secolo

Chas Pravdy - 12 Agosto 2025 14:44

Nel contesto odierno del mondo del lavoro, si assiste a una tendenza crescente: le aziende stanno riconoscendo sempre di più l’importanza di riproporre i colloqui di persona come parte fondamentale del processo di selezione del personale.

Questa evoluzione non nasce solo dalla volontà di valutare con maggior precisione le competenze dei candidati, ma anche dalla necessità di contrastare le pratiche di frode e inganno che si sono amplificate con l’adozione di interviste digitali e remote.

Con lo sviluppo rapido e costante dell’intelligenza artificiale, molte organizzazioni si trovano di fronte a nuove sfide, tra cui la possibilità che i candidati eludano i sistemi di valutazione mediante la creazione di profili falsi o l’uso di strumenti IA per superare le prove di selezione.

Leader tecnologici come Google, Cisco e McKinsey hanno già adottato questa strategia, reintroducendo incontri di persona anche per processi di selezione a distanza.

Ad esempio, Google nel 2025 ha deciso di rendere obbligatorie alcune interviste di persona, con l’obiettivo di verificare le capacità reali dei candidati, specialmente nei settori come la programmazione.

Parallelamente, si sta assistendo a un incremento dell’utilizzo di tecnologie biometriche per confermare l’identità dei candidati durante le interviste online, viste le crescenti problematiche legate alla falsificazione di identità, all’utilizzo di deepfake e a sofisticati tentativi di inganno.

La diffusione di deepfakes — video e audio ultra-realistici generati dall’IA — aggrava ulteriormente il problema, spingendo le aziende a rafforzare le proprie misure di sicurezza: controlli biometrici, analisi dei video per individuare manipolazioni e strumenti di rilevamento di contenuti digitali artificiali.

La tendenza, quindi, indica che il ritorno ai colloqui in presenza rappresenta una strategia indispensabile per tutelare l’integrità del processo di selezione e ridurre le frodi.

Secondo le stime, entro il 2028 circa il 25% dei profili candidati nel mondo potrebbe essere falso o manipolato, mettendo in discussione la capacità delle aziende di individuare e assumere il vero talento globale.

Nonostante le innovazioni e la digitalizzazione continua, il contatto diretto e la presenza umana restano elementi insostituibili nel garantire processi di reclutamento trasparenti, affidabili ed etici.

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