Fratello di un poliziotto condannato a un anno di carcere per minacce a un giornalista in regione di Lviv

Chas Pravdy - 12 Agosto 2025 14:56

In regione di Lviv, un tribunale ha emesso una condanna contro il fratello di un ufficiale di polizia, reo di aver commesso un grave reato volto a ostacolare l’attività professionale di un giornalista e a minacciarlo di violenza.

L’individuo è stato condannato a un anno di reclusione ai sensi degli articoli 171, comma 2, e 345-1, comma 1, del Codice Penale ucraino, i quali rispettivamente puniscono l’ostruzione dell’attività giornalistica legittima e le minacce di violenza.

L’incidente si è verificato nel 2021, quando l’imputato ha rivolto minacce esplicite a un giornalista del mezzo di informazione «Vybir – Difensore dei Diritti Umani della regione di Lviv», impegnato in un’operazione redazionale — raccogliendo informazioni sul rispetto delle normative da parte delle forze di polizia durante i servizi di pattuglia nel distretto di Drohobych.

Si è saputo che il soggetto ha minacciato apertamente di picchiare e uccidere il giornalista, nel tentativo di interrompere la sua attività.

Oltre alla condanna in carcere, il tribunale ha imposto una multa di 3.400 hryvnia e ha risarcito 55.000 hryvnia per danni materiali e 200.000 hryvnia per danni morali in favore della vittima.

Queste sentenze giurisprudenziali testimoniano l’impegno continuo a tutela dei giornalisti e al rafforzamento della responsabilità legale per minacce e intromissioni.

Secondo il Consiglio per la libertà di stampa e informazione, nel 2024 sono state emesse diverse sentenze in casi contro giornalisti, di cui 10 su 11 sono condanne, a dimostrazione dell’efficacia delle prove e dell’attivo ruolo dei tribunali nel settore.

La norma più frequentemente applicata è l’articolo 171 del Codice Penale ucraino, relativo all’ostruzionismo del lavoro giornalistico legittimo.

La questione delle pressioni sui giornalisti rimane attuale: il Parlamento ucraino ha approvato in seconda lettura il disegno di legge n.

12320, che consente di imporre multe per aver menzionato clienti di avvocati, alimentando preoccupazioni circa ulteriori restrizioni sulla libertà di stampa e sul lavoro giornalistico.

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