L’Unione Europea insiste: per avviare qualunque negoziato per mettere fine alla guerra in Ucraina, è necessario innanzitutto adottare immediatamente un cessate il fuoco incondizionato e generale da parte della Russia
Questa è la posizione espressa ufficialmente dalla portavoce della Commissione Europea, Annita Hipper, il 12 maggio durante una conferenza stampa a Bruxelles, alla quale hanno partecipato giornalisti e rappresentanti dei media internazionali. Innanzitutto, l’UE invita la Russia a interrompere le ostilità e ad avviare un regime di quiete prima di avviare qualsiasi negoziato di pace, ha sottolineato. Secondo Hipper, tutte le richieste avanzate dall’Occidente si basano sul principio dell’incondizionate: "La nostra posizione è chiara e coerente: sosteniamo un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni, da applicarsi a partire da oggi. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha senza ambiguità confermato la sua disponibilità e volontà di accettare tale cessate il fuoco, senza avanzare ulteriori condizioni. Ora dipende dalla Russia scoprire se sarà altrettanto aperta e decisa nella risposta. Di conseguenza, il cessate il fuoco rappresenta un prerequisito assoluto per qualsiasi futuro negoziato e per portare a termine il conflitto in modo logico”, ha evidenziato. Hipper ha ricordato che l’Unione Europea continua a esercitare pressioni attive sul Cremlino per stimolare la consegna delle armi e l’avvio di negoziati di pace. Ha sottolineato: “Per avviare un dialogo e trovare una soluzione a lungo termine, è fondamentale un cessate il fuoco chiaro e incondizionato. Pertanto, l’UE si impegna a continuare a lavorare affinché si crei una situazione sicura e di qualità per il popolo ucraino”. Una figura chiave di questo discorso è stata la Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri, Kaia Callas, che non nasconde le critiche nei confronti del comportamento della Russia e del suo leader Vladimir Putin. Secondo lei, la parte russa “giocherebbe a giochi”, e confidare nel Cremlino al momento è troppo rischioso. Nel frattempo, il governo tedesco ha annunciato che, qualora entro lunedì in Ucraina non fosse raggiunto un cessate il fuoco, Berlino, insieme ad altri Paesi europei, inizierà a preparare nuove sanzioni contro la Russia. Questa decisione segue gli appelli di Francia, Regno Unito e Polonia, che sabato hanno espresso il loro sostegno all’idea di un cessate il fuoco di 30 giorni, a partire da lunedì. Per quanto riguarda le risposte personali da parte del Cremlino, a differenza di queste ultime, Vladimir Putin finora non ha dato una risposta chiara agli appelli per un cessate il fuoco volontario di 30 giorni. Tuttavia, ha sottolineato di essere disponibile per “negoziati diretti” con Kyiv e di essere pronto a incontrare il rappresentante ucraino a Istanbul il 15 maggio. Si prevede che questa volta i colloqui possano costituire una tappa decisiva nella ricerca di un compromesso, anche se molti esperti restano scettici sulla rapidità e sui risultati di questa iniziativa diplomatica. Insomma, la situazione intorno al conflitto tra Ucraina e Russia rimane tesa e, in larga misura, dipende dalle decisioni e dagli passi che prenderanno i paesi dell’Unione Europea. Un attivo dibattito internazionale e gli sforzi diplomatici sono orientati non solo a fermare le ostilità, ma anche a creare le premesse per una pace duratura, che al momento sembra possibile solo nel rispetto totale del cessate il fuoco.