A Varsavia sono state presentate accuse nei confronti di cittadini ucraini per l’incendio di un centro commerciale: le indagini proseguono

Chas Pravdy - 12 Maggio 2025 12:44

Le autorità polacche hanno compiuto passi significativi nel caso di un incendio di vasta scala avvenuto in un centro commerciale di Varsavia il 12 maggio 2024. Nell’ambito delle indagini sono state mossi capi d’accusa a due cittadini ucraini, ritenuti coinvolti nell’incendio e, secondo gli investigatori, operanti come parte di uno schema criminale volto a intimidire la popolazione e minare la stabilità nel paese. Secondo le informazioni rese note da European Truth, citando la stazione radio RMF FM, i cittadini ucraini hanno collaborato strettamente con persone che hanno appiccato l’incendio. L’indagine è coordinata dalla procura polacca, che ha evidenziato che uno degli sospettati, un giovane uomo di nome Danylo B., è già sotto arresto in Lituania. A lui, secondo gli investigatori, sarebbe stato affidato il compito di filmare l’incendio e il processo di spegnimento nel centro commerciale, per poi consegnare il materiale alla Russia, dove veniva diffuso sui social media con l’obiettivo di creare panico e screditare le forze di sicurezza polacche. Il secondo sospettato è Oleksandr V., che, secondo le indagini, avrebbe organizzato e ordinato le riprese. Entrambi gli uomini, secondo la procura, fanno parte di un gruppo organizzato che pianificava di appiccare incendi a grandi strutture in tutta l’Unione Europea, al fine di aumentare l’atmosfera di paura e insicurezza tra la popolazione. Attualmente Oleksandr V. si trova in Russia, per cui al momento le autorità non sono riuscite a formalizzare l’accusa sui suoi confronti sul luogo; sono stati comunque preparati i documenti per l’arresto e il rilascio di un mandato europeo di cattura. Per quanto riguarda i sospettati: Danylo B. è da anni sotto osservazione politica come soggetto che potrebbe agire sotto direttive di servizi segreti stranieri, in particolare dell’intelligence russa. È accusato di aver svolto attività contro lo Stato polacco e di aver tentato di destabilizzare la situazione interna tramite atti terroristi e sabotaggio. Anche Oleksandr V., a causa del rischio di fuga, è stato inserito nella lista degli ricercati in attesa di estradizione e di eventuali procedure. L’incidente di vasta portata è stato il più grave di una serie di incendi che hanno interessato il territorio polacco. Le prime notizie indicavano che l’incendio era scoppiato improvvisamente in un centro commerciale di Varsavia e si era rapidamente diffuso. Inizialmente, il governo del paese e gli esperti investigativi avevano dichiarato che non vi erano segni di sabotaggio, tuttavia, già verso la fine del mese, le autorità cominciavano a sospettare di un possibile elemento politico e internazionale dietro l’evento. L’ex primo ministro polacco Donald Tusk ha successivamente rilasciato una dichiarazione ufficiale suggerendo che le indagini potrebbero indicare una possibile coinvolgimento dei servizi segreti russi nell’incendio. Questa dichiarazione ha portato a una escalation delle tensioni diplomatiche. In particolare, il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, ha avviato la revoca delle sforzi diplomatici e annunciato l’intenzione di revocare all’ambasciata russa a Cracovia il permesso di svolgere determinate attività. Questa decisione è diventata un simbolo di un aumento della tensione nelle relazioni tra Polonia e Russia, già critiche a causa di altri problemi politici e di sicurezza. Secondo i primi commenti, i dirigenti polacchi ritengono che dietro il vasto incendio di Varsavia vi siano non solo vandali o incidenti casuali, ma una campagna coordinata dei servizi segreti russi volta ad aumentare le tensioni e screditare le istituzioni polacche. Sono in corso operazioni investigative da parte delle forze dell’ordine – stanno cercando di raccogliere tutte le informazioni necessarie sul caso, con particolare attenzione ai rischi per la vita umana, la sicurezza dei cittadini e la stabilità del paese, elementi che potrebbero essere gravemente compromessi da eventuali negligenze o errori nelle indagini. Contestualmente, si stanno facendo dichiarazioni politiche che sottolineano l’importanza di combattere eventuali influenze esterne e di prevenire il ripetersi di simili atti in futuro. Nel complesso, questo caso conferma la tendenza ad aumentare la lotta non solo contro le minacce interne, ma anche contro i rischi esterni alla sicurezza della Polonia. Le autorità competenti stanno adottando misure per garantire la massima trasparenza nelle indagini e per prevenire nuove provocazioni che possano aumentare le tensioni nella regione e minare la fiducia pubblica nelle istituzioni statali.

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