Le forze russe hanno aumentato il numero di operazioni di assalto durante il cosiddetto «cesse», che è durato dall’8 al 10 maggio, riferiscono gli analisti del progetto Deepstate

Chas Pravdy - 11 Maggio 2025 12:30

Secondo le loro valutazioni, in questo breve periodo gli occupanti hanno notevolmente intensificato le loro attività militari, indicando l'assenza di un reale rispetto delle condizioni di cessate il fuoco e una aggressione mirata sul fronte. Dati pubblicati indicano che nei primi tre giorni del «cesse», i russi hanno realizzato rispettivamente 193, 196 e 161 operazioni di assalto. Ciò supera di gran lunga la media giornaliera di attacchi di aprile, che si attestava intorno a 155. In base all'analisi, l'attività del nemico in questo periodo è cresciuta quasi del doppio. La fonte rileva che la situazione nelle prime linee presenta segni sospetti e indica che il regime di cessate il fuoco era più dichiarativo che reale. Nel rapporto si sottolinea che nella maggior parte delle sezioni della linea del fronte non si sono osservate effettivamente condizioni di tregua stabile e visibile. Secondo gli esperti, «quasi su tutti i fronti si sono registrati solo occasionali episodi di fuoco e bombardamenti, che non possono essere considerati come rispetto del cessate il fuoco». Un’attività simile da parte delle forze russe solleva serie dubbi sulle promesse e sugli accordi internazionali di cessate il fuoco, dato che la struttura e le reali intenzioni degli occupanti ignorano completamente le misure stabilite dagli accordi. Ciò dimostra che per i russi il «cesse» è più uno strumento tattico che un vero periodo di riduzione delle tensioni, e può servire da pretesto per riorganizzarsi e prepararsi a nuovi attacchi. Il comportamento del nemico solleva sempre più preoccupazioni non solo tra le parti ucraine, ma anche tra gli osservatori internazionali, che hanno già notato che i fatti di intensificazione delle ostilità durante il cosiddetto «cesse» creano ulteriore tensione e compromettono ogni tentativo di raggiungere una vera pace e stabilità nella regione. Gli esperti militari sottolineano che questo comportamento della Russia evidenzia la sua intenzione di mantenere un’attività strategica e di mostrare il suo rifiuto di ogni sforzo diplomatico volto a ridurre le tensioni. Attualmente, i difensori ucraini lavorano per rafforzare le proprie posizioni e controllare la situazione sul fronte, ma l’aumento degli attacchi russi dopo l’annuncio del «cesse» suscita preoccupazione e richiede un monitoraggio più attento e risposte rapide. La comunità internazionale deve attestare il proprio supporto e aumentare la pressione diplomatica su Mosca, affinché venga rispettato più efficacemente il quadro degli accordi internazionali e si prevenisse un’ulteriore escalation del conflitto. Come evidenziano gli analisti di Deepstate, attualmente questa situazione dimostra l’incapacità totale delle forze armate russe di rispettare anche i più semplici accordi, probabilmente sfruttando il «periodo di calma» per preparare nuovi colpi e rafforzare le proprie posizioni in un’apparente tregua temporanea. Ciò conferma ancora una volta che un’efficace diplomazia e un rafforzato controllo internazionale sono gli strumenti più necessari per frenare l’aggressione e salvaguardare la sovranità ucraina.

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