A Tallinn alcuni sconosciuti hanno danneggiato il monumento sovietico “Soldato di Bronzo”, uno dei simboli più discussi del passato sovietico e delle attuali controversie politiche in Estonia

Chas Pravdy - 11 Maggio 2025 14:32

L’incidente è avvenuto in un cimitero militare della città e le sue conseguenze hanno suscitato un nuovo dibattito sulla percezione dei simboli sovietici e della memoria storica. Secondo fonti – tra cui il quotidiano Postimees e il portale ucraino “European Pravda” – persone non identificate hanno imbrattato il monumento con vernice bianca, e accanto ad esso è stato scritto in estone “küüditaja”, che significa “partecipante alle deportazioni”. Questo atto vandalico è stato condannato dalle forze dell’ordine locali, che hanno avviato un procedimento per danni al patrimonio storico. Secondo il comandante del bureau operativo della prefettura di Pihkva, Vaiko Vaher, attualmente la polizia sta cercando i responsabili: “Secondo le informazioni in nostro possesso, si tratta di due vandali. Le loro identità non sono ancora state stabilite. Ieri sera, le pattuglie hanno ispezionato le aree circostanti, ma finora non sono stati trovati i colpevoli.” Le forze dell’ordine collaborano attivamente con il gestore del cimitero – il Museo Militare Estone, che si sta già occupando della pulizia del monumento dalla vernice. Secondo i rappresentanti delle istituzioni, questo non è il primo incidente negli ultimi anni che ha visto il “Soldato di Bronzo” danneggiato. Interessante è il fatto che, pochi giorni fa, residenti locali e veterani deponevano fiori al memoriale, a testimonianza delle contraddizioni nelle percezioni di questa memoria nella società. Dovrebbe essere sottolineato che il simbolico significato del “Soldato di Bronzo” nell’Estonia moderna lo rende fonte di conflitti e tensioni sociali. Nel 2007, questo tema divenne particolarmente sensibile quando le autorità di Tallinn decisero di spostare il monumento dal centro della città al cimitero militare, per evitare provocazioni e situazioni di tensione. Tuttavia, questa decisione portò a conseguenze inaspettate: in tutto il paese si scatenarono pogrom e un’ondata di attacchi informatici provenienti dalla Russia e dai suoi satelliti. Questi eventi sono stati tra i più drammatici nella storia delle relazioni tra Estonia e Russia e sono ancora impressi nell’immaginario collettivo come simboli dei conflitti aperti tra passato e ideologie politiche attuali. Al momento, la situazione con il danneggiamento del “Soldato di Bronzo” solleva diverse domande sulla stabilità della pace civica nel paese e sull’importanza di trovare soluzioni di compromesso. I dirigenti locali sottolineano l’importanza di preservare la memoria e di evitare ulteriori provocazioni, poiché tali azioni aumentano le tensioni sociali. Le contrapposizioni sono visibili anche al di fuori della storia: si riflettono nei dibattiti politici, proteste pubbliche e discussioni sul ruolo del passato sovietico nell’Estonia odierna, che continua a cercare di definire la propria identità nazionale e la memoria storica. Attualmente, le autorità si impegnano a fare tutto il possibile per sciogliere il caso e prevenire ulteriori atti vandalici contro monumenti militari e simbolici. Allo stesso tempo, molti estoni sperano che la società possa trovare un percorso verso il dialogo e la comprensione, poiché solo con l’unione e il rispetto di punti di vista diversi si possono evitare nuovi conflitti e conservare la memoria storica nella sua integrità.

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