Tre bambini ucraini sono tornati dalle aree temporaneamente occupate di Cherson

Chas Pravdy - 10 Maggio 2025 17:29

Altri tre bambini ucraini sono tornati a casa dalle zone temporaneamente occupate della regione di Cherson, ha riferito Oleksandr Prokudin, capo dell'OVA di Cherson. Questa è una vittoria importante nella lotta per il ritorno dei cittadini ucraini, che sono stati deportati illegalmente dai occupanti russi durante l'occupazione protratta della regione. Complessivamente, dall'inizio dell'anno sono già riusciti a tornare a casa 46 bambini, vittime dell'aggressione russa e di azioni illegali. Secondo Prokudin, tra i salvati ci sono adolescenti di età compresa tra 12 e 16 anni, ma la storia più significativa riguarda un ragazzo di 9 anni che si trovava sotto occupazione già in tenera età. È sorprendente che quest bambino abbia mantenuto una ferma posizione pro-ucraina, nonostante tutte le torture e le persecuzioni da parte delle forze di sicurezza russe e dei loro agenti. Come riferisce il capo dell'OVA, il bambino non ha paura di difendere la posizione ucraina, neanche sotto la pressione degli agenti della Federal Security Service (FSB). Si sa che le famiglie di questo bambino sono state spesso minacciate, incluso il rischio di portare via il figlio tramite metodi moderni di pressione psicologica e fisica. Nonostante ciò, il ragazzo è rimasto irremovibile e si è rifiutato di partecipare ad attività pro-russe, di cantare l'inno russo e di sottomettersi all'amministrazione di occupazione. Attualmente tutti e tre i bambini salvati sono al sicuro, stanno ricevendo assistenza medica completa e supporto psicologico. Queste misure sono dirette al loro recupero e all’adattamento alla vita pacifica. Secondo esperti competenti, la riabilitazione psicologica è fondamentale per le piccole vittime di violenza e deportazioni, considerando lo shock e la paura vissuti. Questa storia è un'altra conferma del fatto che l’Ucraina non abbandona i propri cittadini in difficoltà e lavora attivamente per il ritorno di ogni bambino rapito o portato via dalle regioni occupate. È importante ricordare che tali sforzi sono di natura sistemica e fanno parte di una campagna internazionale più ampia per il ritorno dei bambini ucraini, che la Russia deporta forzatamente dalle regioni occupate. In generale, la comunità internazionale sostiene la posizione ucraina sulla necessità di restituire tutti i bambini rapiti, come confermato dalla Risoluzione adottata il 8 maggio dal Parlamento europeo. Il documento sottolinea l’importanza della pressione internazionale al fine di fermare le deportazioni e facilitare il ritorno dei cittadini ucraini a casa. Ricorda l’importanza della lotta per i diritti umani e del supporto all’Ucraina nella sua difficile battaglia per la sovranità e l’integrità territoriale.

Source

Altre notizie