Koalizione decisa richiede alla Russia un immediato cessate il fuoco: dal 12 maggio partirà una “pausa silenziosa” incondizionata di 30 giorni

Chas Pravdy - 10 Maggio 2025 15:45

Alla luce dei nuovi sforzi diplomatici e degli appelli della comunità internazionale, i paesi, che ci si può condizionatamente riferire come «coalizione decisa», hanno emesso una dichiarazione unanime per un immediato cessate il fuoco delle operazioni militari sul territorio ucraino. Essi insistono affinché la Federazione Russa, a partire dal 12 maggio, avvii quella che viene chiamata una pausa di 30 giorni «incondizionata», che dovrebbe rappresentare un’opportunità per la diplomazia e la ricerca di una soluzione politica. Questa importante iniziativa è stata resa nota durante una conferenza stampa congiunta a Kiev, alla quale hanno partecipato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky e i leader di alcuni tra i principali paesi europei, come Francia, Germania, Polonia e Regno Unito. La vice di questa coalizione diplomatica sottolinea che l’accordo sulla richiesta unanime di cessate il fuoco è stato il risultato chiave dell’ultimo incontro. Zelensky, nel suo intervento, ha sottolineato che il principale successo degli sforzi diplomatici concertati è proprio l’accordo sull’avvio di quella «pausa incondizionata e totale» nelle operazioni di combattimento. «Richiediamo all’unanimità che la Russia sospenda il fuoco in tutti gli ambiti — nei cieli, in mare e sulla terra. È di fondamentale importanza per fermare questa catastrofe e offrire un reale impulso alla diplomazia», ha sottolineato Zelensky. «Confidiamo che il monitoraggio di questa sospensione possa essere pienamente attuato in collaborazione con gli Stati Uniti, che hanno già confermato il loro sostegno.» Secondo il presidente ucraino, il termine «30 giorni» non è casuale. È il periodo di tempo con cui il mondo dovrebbe creare le condizioni politiche e di sicurezza favorevoli per una pace duratura. Zelensky mette in guardia dal fatto che tentativi di porre condizioni o di procrastinare avranno l’aspetto di un’intenzione di «allungare la guerra e sabotare la via diplomatica». Pertanto, il cessate il fuoco deve essere incondizionato, totale, e deve riguardare tutti i fronti del conflitto — aria, mare e terra. Un’altra condizione importante è garantire un monitoraggio approfondito, reso possibile grazie a una stretta collaborazione con gli Stati Uniti. Parlando di ulteriori passi, Zelensky ha annunciato che durante questi 30 giorni la focalizzazione sarà sulla definizione delle basi di sicurezza, delle garanzie politiche e delle misure umanitarie volte a creare le condizioni per una pace stabile. Questa rappresenta, a suo avviso, una finestra di opportunità per negoziati che possano cambiare la situazione nel più breve tempo possibile. Infine, le parole del leader ucraino sono state confermate anche dal presidente francese Emmanuel Macron. Egli ha affermato che il monitoraggio internazionale del cessate il fuoco durante la sua validità sarà principalmente assicurato da rappresentanti degli Stati Uniti, anche se altri paesi membri della «coalizione» parteciperanno a questa missione di responsabilità. «Ciò consentirà di avviare immediatamente il processo negoziale riguardo a momenti infrastrutturali particolari e garanzie di sicurezza», ha aggiunto Macron. Un’altra importante precauzione riguarda il fatto che, in caso di violazioni del cessate il fuoco, la comunità internazionale ha già preparato e coordinato l’applicazione di ampie misure sanzionatorie. Il presidente francese ha sottolineato che le sanzioni saranno massicce e immediate, rispondendo a qualsiasi provocazione o violazione del cessate il fuoco. Il loro eventuale introduzione verrà attuata nel più breve tempo, garantendo unità e coerenza tra gli Stati Uniti e i colleghi europei. Questa notizia è stata diffusa subito dopo le telefonate di Zelensky e dei leader di Germania, Francia, Polonia e Regno Unito con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Essi hanno confermato il loro sostegno alla strategia di risoluzione pacifica e hanno evidenziato l’importanza di un rapido avvio del cessate il fuoco, che dovrebbe avviare una nuova fase degli sforzi diplomatici. Quindi, la data del 12 maggio non è un giorno qualunque. Rappresenta una sorta di test sulla determinazione e sulla capacità della comunità internazionale di unificarsi nella ricerca della pace, nel fermare il conflitto distruttivo e nel gettare le basi per una stabilità a lungo termine. Riusciranno le parti a rispettare gli accordi e a trovare un sentiero verso il dialogo dipenderà dalla loro volontà e dagli sforzi congiunti della diplomazia internazionale.

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