In Pakistan sono stati smentiti i rumors riguardo all’avvio di una riunione straordinaria dell’organismo di comando nucleare e il cielo del paese è stato chiuso

Chas Pravdy - 10 Maggio 2025 11:48

Le cerchie ufficiali pakistane, in vista di un aumento delle tensioni circa una possibile escalation del conflitto con l’India, hanno tuttavia ufficialmente smentito le comunicazioni sull’eventuale convocazione di una riunione speciale dell’organismo di comando nucleare. Il ministro della Difesa Khawaja Asif ha rilasciato sabato un’affermazione ufficiale, sottolineando che, dopo le recenti azioni militari dell’India contro postazioni pakistane, non si sono tenute riunioni dell’Autorità nazionale di comando, responsabile della coordinazione delle risorse e delle strategie nucleari del paese. Fonti di ambienti militari e governativi, tra cui le agenzie di stampa Reuters e Geo News, riferiscono che in precedenza erano circolate voci su una presunta convocazione, da parte del primo ministro pakistano, di questa alta autorità. Tuttavia, un portavoce delle autorità sanitarie ha assicurato: "Lo scenario nucleare esiste, ma dobbiamo evitare di parlarne troppo. È una prospettiva molto remota, e al momento non ha senso discuterne. La riunione dell’Autorità nazionale di comando non si è svolta né è prevista in programma." D’altro canto, la diplomazia internazionale e la situazione di tensione al confine rimangono complesse. In particolare, il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha condotto negoziati diplomatici con il comandante in capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, e con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar. In questi contatti, il diplomatico americano ha invitato entrambe le parti a "ripristinare un canale di comunicazione diretto e aperto" e ad evitare decisioni affrettate che possano condurre a un’escalation incontrollata del conflitto. Il ministro degli Esteri pakistano Muhammad Ishaq Dar, in una conversazione con giornalisti locali, ha ipotizzato che "se l’India si ferma ora, anche il Pakistan potrebbe considerare un’eventuale de-escalation temporanea." I media indiani riportano che sabato si sono riaperte le comunicazioni tra le autorità di entrambi i paesi, attraverso intermediari internazionali. Nel frattempo, a Karachi, all’aeroporto internazionale Jinnah, si sono confermate le notizie secondo cui il governo del paese, in seguito agli attacchi missilistici dell’India, avrebbe chiuso lo spazio aereo per tutti i voli. Testimoni e dipendenti dell’aeroporto hanno riferito che, dalle 3:15 alle 12:00 ora locale del 10 maggio (ossia fino alle 10 del mattino ora di Kiev), i voli sono stati sospesi a causa della situazione di tensione al confine. Estoni presenti all’aeroporto hanno segnalato di essere stati trasferiti dagli edifici terminali in hotel per motivi di sicurezza. Parallelamente, le autorità locali hanno raccomandato ai passeggeri di verificare lo stato dei propri voli presso le compagnie aeree prima di recarsi in aeroporto, per evitare malintesi e ritardi. Le radici di questa crisi risiedono nell’ultima escalation di tensione. Nella notte tra il 9 e il 10 maggio, il Pakistan ha ufficialmente annunciato l’avvio di un’operazione militare su larga scala in risposta agli attacchi dell’India, iniziati martedì 6 maggio. In quella occasione, l’India aveva condotto raid missilistici su obiettivi che definisce basi di gruppi terroristici nel territorio pakistano, scatenando un rapido sviluppo del conflitto. Le forze armate e la leadership politica pakistane avevano promesso risposte decise, mantenendo alta la tensione ai confini con l’India. Attualmente, la situazione rimane confusa e le possibili evoluzioni dipendono da ulteriori passi diplomatici e da decisioni politiche interne di entrambe le nazioni. Il governo ufficiale pakistano ha ribadito chiaramente di non pianificare né attuare convocazioni di organi nucleari in condizioni che differiscano sostanzialmente dalla normale operatività, ma l’aumento della tensione militare e la chiusura del cielo indicano la presenza di un potenziale di cambiamenti imprevedibili. Gli esperti avvertono che qualsiasi escalation tra due paesi nucleari potrebbe avere conseguenze catastrofiche non solo per la regione, ma per l’intero mondo. La comunità internazionale invita quindi alla massima moderazione da entrambe le parti e a cercare soluzioni diplomatiche per risolvere il conflitto. Allo stesso tempo, la situazione resta tesa, e ogni notizia proveniente dal confine dovrebbe essere accolta con attenzione e cautela, facendo affidamento alle fonti ufficiali.

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