Alla riunione del vertice a Kiev, i partecipanti della «Coalizione dei Decisi» hanno dichiarato all’unanimità che l’Occidente non intende rimuovere o ammorbidire le sanzioni contro la Federazione Russa fino a quando non si concluderà il processo di negoziazione per la risoluzione del conflitto

Lo ha comunicato il primo ministro britannico, Kír Starmer, sottolineando che la decisione è stata adottata all’unanimità dai rappresentanti dei paesi partecipanti, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Unione Europea e altre nazioni del mondo. Secondo Starmer, l’accordo prevede il mantenimento delle sanzioni esistenti «fino alla fine del processo», anche se non sono stati forniti definizioni specifiche su cosa si debba considerare come conclusione dei negoziati. Il capo del governo britannico ha evidenziato l’importanza dell’unità in questa politica, affermando che «con noi ci sono gli Stati Uniti, l’UE, la Nuova Zelanda e numerosi altri paesi del mondo — tutti parlano con una sola voce su questa questione». Questo conferisce ulteriore peso e forza a questa posizione comune, sottolineando la solidarietà globale nel contenimento dell’aggressività di Mosca. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha comunicato i risultati del vertice. Ha espresso profonda gratitudine al leader americano Donald Trump per il supporto alla politica delle sanzioni contro la Russia. Zelensky ha affermato che l’Ucraina valorizza la fermezza delle sanzioni ed è aperta a rafforzarle in caso di necessità. «Ringrazio il presidente Trump per aver mantenuto in vigore le sanzioni attuali e spero vivamente che possano essere ulteriormente rafforzate», ha detto Zelensky dopo la conclusione dei negoziati. In precedenza, l’attenzione della comunità internazionale si era concentrata sui possibili passi drastici dell’Occidente, in particolare dell’UE e degli Stati Uniti, in caso di rifiuto della Russia di accettare le condizioni di un armistizio. A seguito del vertice del 10 maggio, la coalizione dei paesi decisi ha deciso di insistere nuovamente su un cessate il fuoco senza condizioni e completamente specifico, della durata di 30 giorni, a partire dal 12 maggio. Il rifiuto di Mosca di rispettare queste condizioni entro la fine dell’anno potrebbe portare a un rafforzamento sostanziale delle misure sanzionatorie, tra cui nuove restrizioni e blocchi. In questo modo, la comunità internazionale dimostra ancora una volta la propria ferma intenzione di sostenere l’Ucraina e condannare l’aggressione della Russia, mirando a evitare l’abolizione delle restrizioni sanzionatorie, che rivestono un ruolo importante nel contenimento del regime di Putin e nelle possibili future destabilizzazioni della regione.