Al centro di Mosca, durante le celebrazioni della Giornata della Vittoria, si è verificato un episodio imprevedibile e rumoroso di scontro tra le forze dell’ordine e un attivista della società civile

Chas Pravdy - 10 Maggio 2025 13:31

Secondo le informazioni delle organizzazioni per i diritti umani, uno dei partecipanti alla manifestazione, che teneva in mano un cartello con la scritta "No alla guerra!", è stato arrestato dalla polizia e successivamente sottoposto a una brutale brutalità nella stazione di polizia. In questo incidente, sono emersi particolarmente distinti i dettagli sull’uso della forza contro un giovane uomo che cercava di esprimere il proprio dissenso verso l’aggressione russa in corso. Secondo le fonti delle organizzazioni come "OVD-Info", l’evento si è svolto nel centro della capitale il 9 maggio — il giorno che in Russia è ufficialmente conosciuto come "Giornata della Vittoria". Proprio allora, in cornice di celebrazioni ufficiali e parate festive, sulle piazze Pushkin si sono radunate persone per commemorare questa data storica. L’attivista di cui non viene divulgato il nome può essere descritto come una persona che si è staccata dalla folla con un cartello con uno slogan di protesta. Testimoni affermano che, poco dopo, degli agenti di polizia si sono avvicinati al giovane, portandolo via in una direzione sconosciuta. Come riferiscono le organizzazioni per i diritti umani e lo stesso attivista, già il giorno seguente è stato rilasciato dalla stazione di polizia. Tuttavia, con il rilascio sono arrivate notizie sconvolgenti: lo hanno picchiato nel reparto di polizia. Secondo il giovane, i segni di violenza erano evidenti, e si è rivolto a una struttura medica per accertamenti e assistenza. Inoltre, a suo carico è stato redatto un protocollo per aver "diffamato l’esercito russo" — una norma che negli ultimi tempi è diventata uno strumento popolare per perseguire attivisti e figure della società civile che esprimono dissenso verso le politiche del governo. La principale problematica, che attualmente suscita indignazione tra i diritti umani, è che il fermo del giovane sia stato sostanzialmente illegale. Dal momento che questa norma non prevede l’arresto amministrativo — una sanzione di fino a 15 giorni di detenzione — ogni trattenimento anche per una notte costituisce una violazione della legge. Stando a quanto dichiarato da avvocati ed esperti, l’uso della forza contro l’attivista e il suo arresto senza basi legali suscitano un serio scalpore pubblico e mettono in discussione il rispetto dei diritti umani nella capitale russa. Dopo l’incidente, l’attivista si è rivolto ai professionisti medici per documentare le ferite e ottenere assistenza necessaria. I difensori dei diritti umani stanno già esprimendo sdegno nei confronti della cosiddetta "prassi generale" di uso della violenza e di arresti illegittimi durante le manifestazioni politiche, specialmente in una giornata simbolica come il 9 maggio. Questo caso alimenta un dibattito sempre più ampio sulla libertà di parola e sui diritti umani nello spazio controllato dal governo, nonché sulla responsabilità delle forze dell’ordine per le loro azioni durante eventi di massa. Le questioni rimangono aperte: la giustizia troverà equilibrio in questa vicenda? E i cittadini potranno liberto esprimere le proprie opinioni quando anche in un giorno festivo si rischia violenza e persecuzioni? Testimoni e organizzazioni per i diritti umani continuano a monitorare gli sviluppi e insistono sul rispetto rigoroso dei diritti umani e della legalità da parte delle istituzioni statali.

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