Ungheria reagisce seriamente allo scandalo diplomatico, che attualmente sta crescendo nelle sue relazioni con l’Ucraina

Chas Pravdy - 09 Maggio 2025 16:41

Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha annunciato ufficialmente l'espulsione di due diplomatici ucraini da Budapest, accusandoli di attività di spionaggio e di aver violato la sovranità diplomatica del paese. Secondo le dichiarazioni del capo della diplomazia ungherese, questa misura è stata una risposta a un'ondata crescente di propaganda antiturca e di campagne di diffamazione della minoranza ungherese in Ucraina. A suo avviso, tali attacchi informativi sono mirati a minare i rapporti tra vicini di buon vicinato e a disturbare la situazione interna. «Noi, ungheresi, desideriamo la pace, abbiamo fatto tutto il possibile per ridurre la tensione. Tuttavia, non possiamo più restare insilenziosi mentre veniamo accusati ingiustamente. Ribadiamo con forza: non abbiamo sostenuto, non sosteniamo e non supporteremo in alcun modo attività di spionaggio da parte di diplomatici ucraini», ha dichiarato Szijjártó in una conferenza stampa. L’annuncio dell’espulsione di due diplomatici ucraini da Budapest non è stato casuale. Secondo il ministro, queste persone operavano sotto copertura diplomatica e raccoglievano informazioni che potevano danneggiare gli interessi nazionali dell’Ungheria. Si sospetta che si occupassero di attività di intelligence presso l’ambasciata ucraina nella capitale del paese. I dettagli di questa operazione hanno iniziato a emergere il 9 maggio, quando il governo ungherese ha ufficialmente informato l’ambasciatore ucraino della decisione di espellere i suddetti collaboratori. Secondo la posizione ufficiale, questa mossa è stata una risposta alle informazioni ricevute dai servizi segreti ungheresi: si sostiene che in Ucraina sia stata smantellata una rete di spie ungheresi operanti nella regione della Transcarpazia, al confine con l’Ungheria. Secondo dati diffusi dal Servizio di sicurezza ucraino, questi agenti avrebbero raccolto intelligence sugli opinionisti locali, sulla loro reazione alla possibile presenza di «peacekeeper» ungheresi nella regione, e avrebbero condotto altre operazioni di intelligence. Al momento, la situazione rimane tesa. Szijjártó ha ricordato che, a suo avviso, Budapest non ha ancora ricevuto da Kiev conferme ufficiali o note diplomatiche sul smantellamento della rete di spie. Tuttavia, ha sottolineato che queste azioni fanno parte di una più ampia campagna contro gli ungheresi in Ucraina, che ha definito «propaganda antiungherese» e «politica di diffamazione». Ha inoltre ribadito che il governo ungherese resta fermamente sulla propria posizione: il paese non sostiene né partecipa a conflitti militari, e in particolare non fornisce armi all’Ucraina né mai consentirà di essere coinvolto in un’operazione militare. Questo incidente diplomatico rappresenta un’ulteriore manifestazione di tensione nelle relazioni bilaterali, acuite dal conflitto in corso tra Ucraina e Russia, nonché dalle particolarità politiche e regionali. L’apertura di questa pagina nei rapporti tra Ucraina e Ungheria suscita preoccupazione sia tra gli esperti che nelle diplomazie, poiché al momento è importante mantenere la stabilità e evitare un’escalation delle situazioni conflittuali. Quale sarà il prossimo passo da entrambe le parti rimane ancora sconosciuto, ma senza dubbio questo conflitto avrà conseguenze a lungo termine per la regione.

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