Le forze dell’ordine hanno smascherato il vicedirettore dell’Accademia Nazionale del Servizio di Frontiera di stato ucraino intitolata a Bohdan Khmelnytsky, per abusi di potere e furti
l’incidente ha suscitato un clamore a causa delle perquisizioni eseguite, durante le quali sono stati trovati numerosi prove delle azioni illecite di uno dei principali collaboratori dell’istituto. Secondo le informazioni ottenute da fonti del Servizio di frontiera di stato, nonché dai materiali dell’indagine e dai dati confermati dall’Ufficio di indagine statale, si tratta del colonnello Petro Tkachuk, che rivestiva la carica di vicedirettore e aveva accesso diretto alle strutture di comando dell’accademia. Durante le indagini si è accertato che il funzionario utilizzava la propria posizione per schemi di corruzione collegati all’arricchimento illecito. Secondo i fatti esposti, Tkachuk ha organizzato, con l’aiuto di militari e dipendenti dell’università, la costruzione di una casa privata nel territorio dell’istituto e nelle sue vicinanze. È importante sottolineare che durante le operazioni di perquisizione del 6 maggio sono stati eseguiti controlli autorizzati su diversi oggetti: presso il domicilio dell’indagato, nei cantieri di costruzione e negli uffici dell’accademia. A seguito degli interventi, gli investigatori hanno sequestrato numerosi oggetti e documenti di grande rilevanza per l’indagine. Inoltre, durante le perquisizioni è stato rinvenuto e sequestrato presso la casa privata del soggetto materiale edile e attrezzature che erano state illegalmente sottratte. Nella documentazione sequestrata sono stati trovati numeri di inventario impressi sui mobili e sulle attrezzature appartenenti all’Accademia Nazionale. Secondo i detentori delle autorità investigative, tali materiali confermerebbero il furto illegale di proprietà dell’istituto da parte del vicerettore. In base alle prove raccolte e alle azioni investigative svolte, l’8 maggio Tkachuk è stato arrestato su decisione del tribunale. Contestualmente, il tribunale ha autorizzato la messa in libertà mediante una cauzione di 450.000 hryvnia. Inoltre, è stato sospeso dal suo incarico fino al termine delle indagini. Attualmente proseguono le indagini per chiarire tutte le circostanze e la portata dei possibili abusi da parte dell’indagato. La dirigenza dell’accademia ha già espresso il proprio sostegno alle forze dell’ordine e ha confermato che la vicenda è sotto controllo, sottolineando l’importanza che i pubblici ufficiali rimangano oculati e trasparenti. Si prevede che i risultati dell’indagine verranno comunicati a breve, per garantire un’azione obiettiva e giusta nel rispetto della legge.