Кaya Kallas: In Unione Europea c’è una comprensione completa e scenari preparati riguardo alla possibilità di veto da parte dell’Ungheria all’ingresso dell’Ucraina

La responsabile della diplomazia europea e del ministero degli esteri dell'Unione Europea, Kaya Kallas, ha rilasciato una dichiarazione importante riguardo alla situazione attorno alla possibile applicazione del veto da parte dell'Ungheria contro la firma della candidatura ucraina all'UE. In un'intervista ai giornalisti a Leopoli, ha sottolineato che nelle strutture europee si è accumulata la consapevolezza di cosa fare nel caso in cui il governo ungherese non rimuova le proprie riserve e blocchi l'ingresso dell'Ucraina nell'Unione. Kallas ha evidenziato che l'UE ha un piano d'azione chiaro — non uno, ma diversi scenari, che consentiranno di reagire se necessario. "Stiamo lavorando sul piano A, il cui obiettivo principale è ottenere il sostegno di tutto il settore europeo per una rapida conclusione del processo di adesione dell'Ucraina all'Unione Europea", ha affermato. Allo stesso tempo, l'ambasciatrice ha aggiunto che questo approccio prevede anche la preparazione a possibili alternative, tra cui piani B e C, per garantire il progresso anche in caso di sviluppi peggiori. "Abbiamo la ferma convinzione che le questioni bilaterali, inclusi il veto ungherese, non debbano diventare un ostacolo al futuro dell'Ucraina all'interno dell'UE", ha detto. La diplomatica ha osservato che attualmente è in corso un dialogo tra Bruxelles e Budapest per risolvere questa problematica. "Lavoriamo alla ricerca di un compromesso con il governo ungherese. È importante che eventuali controversie bilaterali non ostacolino il movimento deciso dell'Ucraina verso l'ingresso nell'Unione Europea", ha rimarcato Kallas. Ha inoltre sottolineato che il processo di coordinamento non dipende solo da un partner: "Entrambe le parti devono adempiere al proprio dovere. Questo vale sia per l'Ucraina, sia per l'Unione Europea, sia per l'Ungheria. Pertanto, conduciamo questo dialogo con rispetto e crediamo che, alla fine, troveremo una soluzione vantaggiosa per tutti". Allo stesso tempo, se non si raggiungerà un compromesso, l'UE è pronta ad attuare azioni efficaci secondo gli scenari già elaborati. "Posso assurervi che stiamo già lavorando sul piano B", ha aggiunto, senza entrare nei dettagli, lasciando intendere che, in caso di gravi fallimenti diplomatici, saranno applicati altri meccanismi e decisioni. "Le circostanze sono ancora in fase di sviluppo, e il team dell'Unione Europea lavora attivamente affinché l'Ucraina possa procedere senza ostacoli verso la comunità europea", ha sottolineato Kallas. Secondo Kaya Kallas, il processo di adesione dell'Ucraina — in senso procedurale e simbolico — riveste importanza non solo per Kiev, ma per l'intera UE. È un segnale di unità, di capacità di affrontare insieme le difficoltà e di avanzare nel desiderio di una comunità stabile e progredita. "Il processo di riunificazione dell'Ucraina con l'UE è una fase importante non solo per il nostro Paese, ma per l'intero spazio europeo, poiché dimostra la capacità dell'UE di sostenere i suoi partner e di non fermarsi di fronte alle sfide", ha affermato Kallas. Ricordiamo che in precedenza il governo ucraino aveva espresso preoccupazione circa un atteggiamento sbilanciato dell'UE nei confronti dell'Ucraina durante i suoi passi verso l'adesione. Allo stesso tempo, a Budapest, il premier Viktor Orbán ha apertamente criticato i possibili tentativi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di influenzare la politica interna ungherese, inclusa la diffusione di dichiarazioni circa un possibile desiderio del Presidente dell'Ucraina di cambiare il governo nel Paese. Un approfondimento più dettagliato su come l'Ungheria utilizzi il veto contro la candidatura dell'Ucraina e sugli interessi politici o strategici dietro le azioni di Budapest è disponibile in un articolo intitolato “Il veto di Orbán a favore della Moldova: come l'Ungheria lascia l'Ucraina ai margini del percorso verso l'UE”. In questo testo vengono analizzati in dettaglio i prerequisiti e le conseguenze di tali decisioni, nonché possibili scenari di evoluzione degli eventi nel contesto degli equilibri geopolitici dell’Europa Centrale e Orientale.