In Mol’ivska oblast, i rappresentanti delle strutture militari sono stati coinvolti in un ampio schema di rivendita illegale di carburante destinato alle forze armate dell’Ucraina, causando un serio scandalo nella società e tra le forze dell’ordine

Chas Pravdy - 09 Maggio 2025 12:43

Lo ha comunicato il Bureau Nazionale di Investigazione (DBR), che ha condotto le indagini in collaborazione con la Procuratura Specializzata nel settore della difesa della regione meridionale. Secondo i dati ottenuti dall’indagine, i criminali assumevano le sembianze di alti rappresentanti dell’amministrazione militare: il capo del reparto di stoccaggio di carburanti e lubrificanti di una delle unità militari della regione di Mykolaiv e il suo diretto subordinato, presumibilmente un tecnico, si occupavano di scaricare sistematicamente e rivendere il diesel destinato a supportare le unità militari della regione. Nei comunicati delle autorità si sottolinea che i militari incaricati di rifornire le forze armate di carburante durante il periodo bellico non solo violavano norme etiche e leggi, ma creavano anche artificialmente un’ulteriore fonte di reddito. Uno degli ostacoli principali erano i marcatori speciali del carburante, che venivano utilizzati per evitarne il commercio illecito. Durante le indagini è stato stabilito che il carburante contrassegnato con colorante rosso, destinato a identificarlo come militare e a limitare l’accesso agli estranei, veniva sistematicamente scaricato e rivenduto ai agricoltori locali a prezzi inferiori — 25 hryvnia per litro con il colorante e 28 hryvnia senza. Questo permetteva agli acquirenti di risparmiare cifre considerevoli, privando allo stesso tempo il bilancio e lo Stato di milioni di hryvnia di entrate. Secondo le stime preliminari dell’indagine, dall’inizio del 2025 i criminali avrebbero venduto almeno 13.000 litri di carburante. Ciò è stato reso possibile da uno schema consolidato, che prevedeva il trasferimento sistematico di grandi volumi di carburante a “acquirenti non ufficiali” vicino alle unità militari. Un aspetto importante è che i membri del gruppo non si limitavano alla rivendita, ma cercavano anche di nascondere la loro attività attraverso marcature e meccanismi noti di scarico del carburante. Il 3 maggio gli investigatori hanno arrestato i sospettati durante una operazione di routine. Al momento dell’arresto, avevano ricevuto oltre 125 mila hryvnia per 5.000 litri di carburante — un’ulteriore dimostrazione dell’entità dell’attività criminale e del rischio elevato per gli interessi statali. In conclusione, le autorità hanno comunicato la notizia di aver accusato due persone per appropriazione di beni militari durante lo stato di guerra, commessa con un accordo preventivo tra più persone e con l’uso di una posizione ufficiale. Attualmente, gli investigatori preparano un ricorso al tribunale per disporre le misure cautelari nei confronti degli imputati, tra cui la detenzione, e per la loro sospensione dalle funzioni al fine di prevenire eventuali tentativi di fuga o ostruzioni alle indagini. Inoltre, prosegue un’ampia attività di identificazione di tutte le persone coinvolte in questa storia di corruzione, al fine di denunciare tutti i partecipanti e prevenire futuri abusi. Al momento, le autorità sottolineano che questo caso rappresenta un esempio di quanto sia importante un lavoro sistematico per individuare e neutralizzare schemi di corruzione nelle strutture militari, soprattutto in condizioni di stato di guerra, quando ogni goccia di carburante e ogni hryvnia sono fondamentali per la difesa del paese. Si esprime inoltre la convinzione che l’arresto dei sospettati possa stimolare azioni più decise da parte delle autorità nello sradicamento della corruzione e degli abusi nel settore della difesa dell’Ucraina.

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