Il Regno Unito intensifica la lotta contro l’aggressione petrolifera russa introducendo sanzioni di vasta portata contro la cosiddetta “flotta clandestina” della Russia, composta da circa 100 petroliere che operavano in modalità segrete e aiutavano il Cremlino a eludere le restrizioni occidentali

Chas Pravdy - 09 Maggio 2025 03:48

Questa è la misura più ampia adottata negli ultimi anni nel quadro delle azioni contro la campagna petrolifera russa, con l’obiettivo di colpire elementi chiave della cosiddetta "logistica nera" della FAB e di aumentare la pressione su Putin nel contesto della guerra in Ucraina. Secondo il comunicato stampa del governo britannico del 9 maggio, questo nuovo pacchetto di sanzioni riguarda 100 navi, rappresentando un aumento considerevole — circa del 75% rispetto alle restrizioni precedenti. Il governo sottolinea che queste petroliere sono diventate il centro di schemi che consentono alla Russia di continuare a esportare petrolio e prodotti petroliferi, evitando le sanzioni internazionali. Solo dall’inizio del 2023, queste navi hanno trasportato beni per un valore superiore ai 24 miliardi di dollari a favore di Mosca, confermando che il settore petrolifero russo, nonostante la pressione occidentale, rimane una fonte importante di reddito per il Cremlino. "Ogni passo che compiamo per rafforzare le sanzioni è un passo verso la sicurezza del nostro Paese e la stabilità nella regione", ha dichiarato il primo ministro britannico Rishi Sunak, aggiungendo che le sanzioni non solo avranno un impatto mirato sulla "flotta clandestina" petrolifera, ma contribuiranno anche a ridurre i flussi finanziari a supporto dell’aggressione russa. Le autorità londinesi affermano che l’obiettivo principale è non solo imporre restrizioni finanziarie a queste navi, ma anche ritenere responsabili coloro che organizzano il trasporto illegale di petrolio, nonché le aziende e le figure coinvolte nell’occultamento di tale attività. Spiegano che il presidente russo utilizza la "flotta clandestina" per mantenere e aumentare i ricavi petroliferi, che rimangono una voce principale nel bilancio russo nonostante le pressioni sanzionatorie. Ricordano inoltre che, dal 2022, i guadagni della Russia dalla vendita di petrolio e gas si sono ridotti di oltre un terzo, influenzando significativamente la situazione economica del Paese. Contemporaneamente, il governo britannico esprime preoccupazione per lo stato tecnico di queste petroliere, sottolineando che le navi usurate rappresentano una minaccia alle infrastrutture critiche—in particolare i cavi sottomarini che assicurano comunicazioni e trasmissione di dati. Fonti ufficiali indicano che il Regno Unito ha imposto sanzioni su un numero maggiore di navi rispetto a qualsiasi altro Paese—attualmente sotto sanzione ci sono 133 petroliere, molte delle quali soggette anche a restrizioni di altri Stati. Tuttavia, le sfide rimangono attuali: secondo l’agenzia Bloomberg, anche dopo l’applicazione delle sanzioni, 39 delle 41 navi soggette a restrizioni solo nel Regno Unito continuano a trasportare petrolio dalla Russia. Ciò evidenzia la complessità di bloccare completamente il flusso illecito e richiede ulteriori sforzi per combattere la "flotta clandestina". Il problema non si limita al solo Regno Unito. Analisti e investigatori globali discutono attivamente i meccanismi con cui i commercianti russi aggirano le restrizioni, trovando nuovi metodi per spostare il petrolio verso l’Unione Europea e altre regioni. Un’indagine approfondita, inclusa l’analisi del ruolo degli intermediari e delle strutture che assicurano il trasporto, aiuta a rivelare l’estensione e le modalità di questa attività illegale. Attualmente, questi processi rimangono complessi, poiché il Cremlino continua a usare la cosiddetta "flotta clandestina" come strumento per preservare le proprie posizioni economiche sotto le sanzioni. Allo stesso tempo, i politici londinesi sottolineano che un aumento delle navi soggette a sanzioni e un attivo dialogo e collaborazione internazionale sono strumenti chiave per intensificare la pressione sulla Russia e sostenere l’ordine globale di diritto, volto a ridurre le sue misure aggressive. Pertanto, la campagna sanzionatoria del Regno Unito si è affermata come uno dei passi più ampi e coerenti nella lotta contro l’illegalità nel settore petrolifero russo, mirando a ridurne le capacità finanziarie e a indebolire l’economia del Paese a lungo termine. Tuttavia, i tentativi di eludere le sanzioni permangono come sfida per tutta la comunità internazionale, richiedendo sforzi complessi e coordinati per fermare i piani della Russia e aiutare l’Ucraina a raggiungere un futuro pacifico duraturo.

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