Il capo del Ministero degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, ha fatto una dichiarazione inaspettata sul futuro ruolo degli Stati Uniti nelle trattative diplomatiche per la risoluzione del conflitto russo-ucraino

Chas Pravdy - 09 Maggio 2025 01:29

Nel suo intervento ha comunicato che Washington potrebbe perdere lo status di principale mediatore e che molto probabilmente al suo posto potrebbero subentrare altri attori globali – in primo luogo la Turchia e la Cina. Questa dichiarazione è diventata una naturale conseguenza delle discussioni che si sono accese tra i diplomatici europei dopo l’incontro informale dei ministri degli Esteri dell’UE a Varsavia l’8 maggio, evidenziando una tendenza verso la ricerca di nuovi format e canali per trovare la pace in Ucraina. Secondo Sikorski, la Polonia, come uno degli alleati più attivi di Kiev in questo conflitto, non solo ha una comprensione strategica della situazione, ma è anche del tutto propensa a sostenere gli sforzi degli Stati Uniti nel ruolo di principale «mediatore internazionale». Tuttavia, se questo percorso si rivelerà infruttuoso, sulla scena riemergono candidati alternativi. In particolare, il governo turco, che mantiene rapporti sia con le due parti e dispone di canali di comunicazione abbastanza aperti, e la Cina, che, secondo il diplomatico polacco, possiede sufficienti leve economiche e diplomatiche per influenzare Vladimir Putin e costringerlo a sedersi al tavolo delle negoziazioni. È importante sottolineare che, alla luce degli ultimi eventi, l’amministrazione statunitense, in particolare sotto la guida di Donald Trump, sta attivamente promuovendo l’idea di mediazione nel conflitto russo-ucraino. Fonti ben informate riferiscono che negli USA si punta sulla strada diplomatica per mettere fine al conflitto e si cerca di favorire il dialogo tra Mosca e Kiev. Allo stesso tempo, le autorità ucraine si mostrano coerentemente favorevoli a un cessate il fuoco incondizionato, posizione condivisa anche da alcuni politici oltreoceano, in linea con quella espressa da Washington. È inoltre da notare che l’ultimo commento del vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, testimonia la dinamica interna nella politica americana riguardo al futuro processo negoziale. Ha affermato che attualmente gli USA non perdono l’ottimismo e sperano che entrambe le parti – Ucraina e Russia – possano concordare all’inizio di un’interazione diretta tra di loro. Secondo lui, tale approccio potrebbe aiutare a trovare un compromesso e prevenire un’escalation del conflitto. Da parte sua, gli esperti evidenziano che uno spostamento del ruolo degli USA come principale mediatore potrebbe cambiare radicalmente lo scenario geopolitico nella regione. Parallelamente, la preparazione a eventuali negoziati è in corso già da diversi mesi, aprendo così una nuova fase di risoluzione diplomatica. Allo stesso tempo, l’imprevedibilità della situazione e gli interessi di vari attori rimangono i principali fattori che determinano gli scenari di sviluppo di ulteriori eventi in questa delicata zona di crisi nella politica mondiale contemporanea.

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