Дonald Trump ha accusato duramente la legge sull’Equità Digitale, definendola “razzista” e potenzialmente incostituzionale, minacciandone l’abolizione

Chas Pravdy - 09 Maggio 2025 05:36

Giovedì 8 maggio, l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente attirato l'attenzione del pubblico con le sue dure dichiarazioni riguardo a un recente atto legislativo volto a garantire un accesso equo a Internet ad alta velocità in tutto il paese. Le sue affermazioni hanno suscitato un vivace dibattito tra politici, esperti e attivisti sociali. La legge, nota come Legge sull'Equità Digitale (Digital Equity Act), è stata firmata dall'attuale presidente Joe Biden all'inizio del suo mandato nel quadro di un ampio programma infrastrutturale da oltre un trilione di dollari. Lo scopo principale di questo provvedimento è combattere le disparità digitali che ostacolano i residenti delle aree meno popolate e remote dall'accedere a Internet veloce e stabile. La legge prevede un finanziamento di 60 milioni di dollari sotto forma di sovvenzioni per le amministrazioni locali e statali, oltre a ulteriori 2,5 miliardi di dollari per l'implementazione dei piani sviluppati. A differenza delle norme legislative più usuali, questo documento si rivolge a un'ampia gamma di cittadini: veterani, anziani, persone con disabilità, residenti in aree rurali — tutti coloro che si trovano in isolamento digitale. Tuttavia, l'attenzione si rivolge anche alle minoranze etniche e razziali, cosa che ha suscitato critiche da parte di un politico, che ha ironicamente definito la legge come “pagamenti basati sulla appartenenza razziale”. Da parte sua, i rappresentanti dell'amministrazione affermano che il target principale è il diritto all'accesso equo e alla non discriminazione, sottolineando che le disposizioni della legge vietano chiaramente di escludere gruppi sulla base di razza, origine etnica, colore della pelle, religione, genere, identità di genere, orientamento sessuale, età o disabilità. Ciò è supportato dalla dichiarazione che, sebbene le comunità di lingua russa o le minoranze etniche possano essere coperte dal programma, la legge stessa non mira a privilegiare singoli gruppi, ma è uno strumento generale per ridurre le disuguaglianze digitali. Sui social, Trump ha pubblicato una dichiarazione in cui ha accusato la legge di “razzismo” e ha affermato che, a suo avviso, si tratta di “pagamenti basati sulla appartenenza razziale”. Tuttavia, gli esperti sottolineano che nel testo della legge si fa pochissimo riferimento alla razza, salvo la possibile opportunità per le minoranze razziali di usufruire del programma, ma non ci sono disposizioni discriminatorie o vantaggi specifici per particolari gruppi etnici. Secondo gli analisti, questa affermazione di Trump ha un intento politico ed è parte della sua strategia di attirare l'attenzione e rafforzare la propria posizione tra gli elettori conservatori, che temono l’“isolamento” delle minoranze e nuove iniziative politiche nel campo dell’uguaglianza delle opportunità. Al tempo stesso, i diritti umani sottolineano che questa legge rappresenta uno strumento importante per combattere la disparità digitale, che si manifesta in modo particolarmente acuto nelle zone rurali e meno popolate, dove l’accesso a Internet veloce rimane ancora inattuabile o molto limitato. Pertanto, nel contesto delle battaglie politiche e delle discussioni sulla parità razziale, molti vedranno in questa legge non solo uno strumento di sviluppo infrastrutturale, ma anche un tema di dibattito acceso. In ogni caso, la posizione di Trump riguardo a questo provvedimento apre una nuova fase nella sua retorica mediatica e nel suo corso politico, in particolare sui temi della parità razziale e della giustizia sociale in America.

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