Lancio di mortaio nella regione di Mosca: partigiani distruggono infrastrutture militari russe e privano di comunicazioni

Le tensioni nel mondo continuano a aumentare intorno alla comando russo e ai suoi obiettivi militari nei sobborghi di Mosca. Secondo le ultime informazioni, si evidenzia che gli attivisti del movimento partigiano chiamato "ATEŠ" hanno ottenuto un significativo vantaggio operativo, riuscendo a colpire seriamente obiettivi militari importanti e provocando gravi interruzioni nelle reti di comunicazione militare. Il movimento "ATEŠ" ha confermato di aver effettuato una sabotaggio nel comune di Mogilci nella regione di Mosca, distruggendo l'equipaggiamento di un substation trasformatorica che forniva energia e infrastrutture di telecomunicazione della regione. Sui propri social network, i partigiani hanno pubblicato una descrizione completa dell'azione, sottolineandone il successo e l'importanza per la loro lotta. Secondo rappresentanti del movimento, dopo la distruzione della substation nella regione si sono verificati gravi problemi di comunicazione e di approvvigionamento energetico, che hanno complicato notevolmente il funzionamento delle strutture militari. In particolare, si segnalano disservizi presso il 483° reparto investigativo militare del Comitato Investigativo della RF e il servizio dispatcher della società "SberLogistica", che gestisce contratti militari per il Ministero della Difesa russo. Ciò ha provocato caos nel comando, ha sabotato la pianificazione e il coordinamento tra i vari reparti militari, rendendo più difficile una risposta rapida alle potenziali minacce. Gli obiettivi che hanno perso il collegamento giocano un ruolo chiave nella difesa e nella protezione della Russia da sfide interne ed esterne nella regione. La loro distruzione complica la capacità delle forze armate russe di gestire le proprie forze e di attuare rapide misure di mobilitazione. Allo stesso tempo, queste azioni da parte dei partigiani minano anche la strategia psicologica delle autorità occupanti, dimostrando che le infrastrutture sotto il loro controllo rimangono vulnerabili. Questo è un ulteriore esempio di attività partigiana efficace, che distrugge catene logistiche e di comunicazione del nemico su larga scala, aumentando l'ansia tra i vertici militari russi. Inoltre, gli eventi indicano un ruolo crescente degli sforzi di resistenza imprevisti come strategia efficace contro l'aggressore, che mira a mantenere il controllo nel retroscena russo e a indebolire le sue capacità militari dall’interno. Di fronte a questi eventi, la Russia affronta sempre più problemi nella gestione e nell’assicurare la capacità di difesa. Le ferite alle strutture militari chiave, causate dalle azioni partigiane, potrebbero influenzare significativamente i piani militari del Cremlino e aumentare l’instabilità interna nella regione. Ciò sottolinea ancora una volta l’importanza di un’attiva attività di resistenza, capace di sabotare anche i sistemi di difesa più moderni e mettere le forze russe in difficoltà. Al momento, le fonti ufficiali russe tacciono sulla portata e sull’entità dei danni arrecati, ma osservatori indipendenti e analisti militari concordano nel ritenere che tali azioni abbiano conseguenze di lunga durata e aprano un nuovo fronte nella lotta per il controllo della regione. Si spera che gli sforzi dei partigiani diventino un catalizzatore per ulteriori successi nella lotta contro l’aggressore, contribuendo a ridurre il suo arsenale e ad aumentare la sicurezza per gli ucraini e gli abitanti della regione. In generale, la situazione dimostra che anche nelle condizioni più difficili la resistenza può diventare uno strumento potente contro il nemico, capace di rompere i suoi piani e di riportare la situazione dalla propria parte. Mentre le forze russe cercano di valutare l’entità dei danni e di trovare modi per ripristinare le comunicazioni e l’approvvigionamento energetico, i partigiani ucraini continuano a combattere nell’ombra, dimostrando la loro capacità di agire in modo efficace e impietoso.