La intelligence britannica ha fornito una spiegazione approfondita sui motivi che spingono Vladimir Putin a mantenere una retorica implacabile sulle armi nucleari, nonostante il conflitto aperto con l’Ucraina

Chas Pravdy - 08 Maggio 2025 21:45

Nel suo rapporto annuale, pubblicato l'8 maggio, il Ministero della Difesa del Regno Unito ha analizzato nel dettaglio le ultime dichiarazioni del leader russo e concluso che le parole di Putin sulla «non uso» delle armi nucleari hanno un fondamento strategico più profondo. Secondo questa analisi, è evidente che tali affermazioni fanno parte di una tattica consolidata da tempo della leadership russa — utilizzare la retorica nucleare per creare pressione psicologica, confusione nella comunità internazionale e allo stesso tempo manipolare l'opinione pubblica interna alla Russia. Si sa che Putin il 4 maggio ha espresso il parere che la Russia, durante tutta la guerra totale contro l'Ucraina, «non ha avuto bisogno» di usare armi nucleari, e ha auspicato che ciò non sarà necessario. Secondo gli analisti britannici, tali dichiarazioni hanno non solo un significato simbolico, ma anche una connotazione pratica — sono rivolte a mantenere alta la tensione e a tenere il mondo in uno stato di incertezza. Un altro aspetto importante è il rafforzamento del messaggio secondo cui la Russia «resiste da sola alla collettiva Occidente», diventato parte di una narrativa più aggressiva, che si allontana progressivamente dal discorso iniziale sulla «speciale operazione militare». A differenza delle formulazioni originarie, che vedevano la guerra come un conflitto temporaneo e locale, ora nella propaganda russa si coltiva largamente l’idea di una lotta globale, che ha uno scopo opposto: giustificare una guerra prolungata e le crescenti perdite. Gli analisti osservano che questa retorica è molto probabilmente rivolta a giustificare la durata del conflitto, a consolidare una narrazione ideologica a supporto di un proseguimento efficace delle ostilità e a diminuire il morale dell’avversario. A loro avviso, potrebbe anche essere uno sforzo mirato a convincere i russi che la guerra durerà a lungo, e che è necessario prepararsi a perdite e crisi quotidiane, incluso il deterioramento del tenore di vita. In questo contesto, entrano in gioco anche la politica interna, mentre la paura e la possibilità di usare armi nucleari diventano strumenti di pressione psicologica sia verso pubblici esterni che interni. Già in precedenza, i servizi di intelligence britannici avevano avvertito dei rischi di un incremento delle perdite russe già entro il 2025. In particolare si menzionavano i rischi connessi a un calo significativo dei prezzi del petrolio, che potrebbe mettere in pericolo la stabilità finanziaria del paese e il livello del bilancio previsto per l’anno successivo. Ciò renderebbe più difficile finanziare la guerra e potrebbe compromettere gravemente la capacità della Russia di mantenere elevati sforzi difensivi e mobilitazione militare. Il riassunto degli analisti britannici fa ritenere che, nonostante i tentativi esterni di contenere la retorica ostile, Putin e il suo team continuano a usare il linguaggio nucleare come strumento di pressione psicologica, che può essere eventualmente impiegato in qualsiasi momento. Allo stesso tempo, la politica interna e lo stato economico del paese dimostrano chiaramente che la leadership russa si sta preparando a una guerra lunga e esaustiva, molto probabile con alti costi umani e materiali. In effetti, questa strategia crea uno spazio psicologico unico in cui ogni possibile uso di armi nucleari rimane ancora una possibilità potenziale, attivabile in caso di estrema necessità. In generale, gli analisti britannici concludono che la retorica di Putin continuerà a essere uno strumento di politica interna ed esterna, finalizzato a giustificare la durata del conflitto, aumentare le perdite russe e preparare psicologicamente e patriotticamente la popolazione. È evidente che l’idea di armi nucleari rimane un asso nella manica strategica, che la Russia potrebbe tirare fuori all’improvviso in momenti cruciali per mantenere il mondo nel timore e allo stesso tempo sostenere il fronte interno, mobilitazione e riduzione del tenore di vita della popolazione.

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