In Olanda si avverte di una possibile minaccia seria rappresentata dall’aumentata attività della Cina a livello globale per la sicurezza dell’Unione Europea
Il direttore dell’intelligence militare olandese (MIVD), vice ammiraglio Peter Rensk, nel suo recente intervista a Politico ha sottolineato che le strutture ufficiali europee devono prendere più sul serio le potenziali sfide provenienti da Pechino, poiché tali rischi rimangono nascosti e ancora sottovalutati. La dichiarazione di Rensk è arrivata nel contesto di un crescente tensione internazionale e di un’escalation della situazione di sicurezza globale, mentre l’attenzione di tutto il continente si concentra sull’aggressione della Russia e sulla guerra in corso in Ucraina, tuttavia la questione della potenziale minaccia cinese rimane di estrema attualità. Secondo il capo dell’intelligence olandese, la Cina possiede sistemi cibernetici estremamente complessi e organizzati, capaci di attacchi informatici di vasta scala e di azioni di disinformazione, rappresentando un grave pericolo per i paesi europei. "Direi che questa minaccia supera il livello di pericolo che crea la Russia," ha detto in conversazione con i giornalisti. Nel suo rapporto annuale, pubblicato alla fine dello scorso mese, l’MIVD ha evidenziato l’approfondimento dei legami militari, economici e politici tra Russia e Cina, così come l’aumento dei rischi derivanti dalla loro cooperazione per la stabilità della regione europea. Particolare attenzione nei rapporti standard viene dedicata al fatto che la Russia sta potenziando le operazioni ibride contro cittadini e infrastrutture dei Paesi Bassi e di altri stati dell’UE. I rapporti indicano che il Cremlino promuove misure volte a destabilizzare la scena pubblica, a minare la fiducia nelle istituzioni e a preparare futuri cambiamenti politici o istituzionali. "Già osserviamo manifestazioni di questo tipo in Europa, anche se il livello di tali azioni è molto più basso rispetto agli Stati Uniti," ha detto Rensk. "Ma attenzione, questa è solo la punta dell’iceberg: in realtà, si tratta di una parte limitata della complessa rete cibernetica cinese, che è diretta verso circa dieci paesi europei." L’intelligence ha anche condiviso dati che indicano come la Russia abbia tentato di interferire nel processo democratico nel giugno dello scorso anno, conducendo attacchi informatici a siti di partiti politici e sistemi di trasporto pubblico per rendere più difficile il voto nel paese. Secondo Rensk, tali azioni di guerra ibrida non sono un fenomeno isolato e sono ormaizialmente parte della cosiddetta tradizione della politica estera russa. "Abbiamo informazioni sulla capacità di influenza della Russia nei processi elettorali non solo nei Paesi Bassi, ma anche in molti altri paesi che sono stati precedentemente sotto l’influenza della Russia," ha sottolineato l’architetto principale dell’intelligence. "Non si tratta solo di disinformazione, ma anche di attacchi informatici e, a volte, di operazioni più complesse volte a destabilizzare la società civile." L’attenzione principale ora è sulla possibile intensificazione del potere militare della Russia, che, secondo i servizi segreti europei, è particolarmente pericolosa in prospettiva di futuri conflitti. Rensk ha sottolineato che il paese aggressore produce attivamente enormi quantità di artiglieria e di mezzi militari—e lo fa non solo per sostenere il proprio sforzo bellico in Ucraina, ma anche per eventuali ulteriori azioni aggressive nella regione. Inoltre, Mosca sta spostando nuove unità di artiglieria verso i propri confini con i paesi NATO, in particolare nei Baltici e in Finlandia, cosa che desta preoccupazione tra analisti militari e diplomatici europei. Particolarmente, Rensk ha evidenziato una collaborazione sempre più stretta tra i servizi di intelligence occidentali—Europa e Stati Uniti—che rimane forte e vantaggiosa in un contesto di sfide globali. In altre parole, la cooperazione tra i servizi è considerata una componente fondamentale per contrastare non solo l’aggressione russa, ma anche le minacce provenienti dall’Asia, in particolare dalla Cina, che mira a rafforzare la propria presenza geopolitica nel mondo e a incrementare la propria potenza informatico-cibernetica. Sulla base di queste considerazioni, nei Paesi Bassi si insiste sul fatto che l’Europa deve essere in allerta e non permettere il calo dell’attenzione verso potenziali minacce provenienti dall’est e dai regni amici dell’est. È imprescindibile una stretta collaborazione tra i servizi di intelligence e il dialogo politico per prevenire possibili scenari di destabilizzazione e tutelare i propri interessi in futuro.