Il Presidente della Germania ha espresso con estrema chiarezza la propria opinione riguardo ai recenti discorsi del Cremlino sulla storia della Seconda Guerra Mondiale, sottolineando che la retorica ufficiale della Russia distorce il passato e diffonde “bugie storiche”
Nel suo intervento al Bundestag in occasione dell’80° anniversario della vittoria sul nazismo, Frank-Walter Steinmeier ha severamente condannato la politica del Cremlino, definendola un tentativo di riscrivere la storia e di giustificare l’attuale aggressione contro l’Ucraina. Il capo di stato tedesco, nel tradizionale discorso commemorativo della vittoria sul nazismo, ha evidenziato che la retorica cinica attualmente diffusa dal Cremlino non corrisponde affatto alla verità storica. Secondo Steinmeier, la Russia cerca di distorcere la logica e gli eventi storici sostenendo che la sua guerra in Ucraina sia una continuazione della lotta contro la tirannia fascista, combattuta dalle nazioni dell’Asse anti-Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale. "La guerra di conquista di Putin, il suo attacco contro un paese che vive secondo i principi della democrazia e della libertà, non ha nulla a che fare con quella lotta portata avanti dall’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale contro il regime nazista", ha sottolineato il presidente tedesco. Egli ha invitato a un approccio obiettivo e sincero nei confronti degli eventi storici, ricordando che l’attuale aggressione della Russia è più un’espressione di una nuova guerra per ambizioni imperialistiche che una logica continuazione della lotta contro il nazismo. Frank-Walter Steinmeier ha anche esortato a un atteggiamento critico nei confronti delle forze politiche internazionali che, sia a livello interno che esterno, si sottraggono alla responsabilità per il passato. Pur non nominando direttamente l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha fatto intendere che gli USA, come paese che ha determinato il corso della storia mondiale nella seconda metà del Novecento, mostrano attualmente i segni di una palese rinuncia ai valori fondamentali della comunità internazionale. "Gli stati che recentemente hanno contribuito in modo attivo a plasmare l’ordine mondiale e hanno avuto un ruolo determinante in questo processo si stanno ora allontanando da esso, e questa distanza rappresenta un cambiamento di proporzioni che prima apparivano impensabili", ha affermato Steinmeier. Questa dichiarazione ha costituito parte di un più ampio dibattito nel panorama politico europeo circa la moderna confrontation con la Russia e la conservazione della memoria storica della Seconda Guerra Mondiale. Alcuni giorni prima, un gruppo di ministri degli Esteri di Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Moldova e Ucraina ha pubblicato un appello congiunto nel quale si sottolinea che i scenari di fine della guerra russo-ucraina non devono condurre a compromessi con l’aggressione militare, ma devono invece basarsi sui principi della sicurezza internazionale e della verità storica. Essi avvertono che qualsiasi ignoranza delle cause reali e delle conseguenze di questa guerra potrebbe avere effetti catastrofici per l’Europa e il mondo. A sua volta, il Primo Ministro britannico, Rishi Sunak, ha confermato che gli eventi attualmente in corso in Ucraina non modificano solamente il contesto politico, ma mettono anche in discussione la comprensione degli eventi storici. Secondo le sue parole, l’invasione russa non è un semplice episodio della storia contemporanea, bensì un segnale che i insegnamenti della Seconda Guerra Mondiale non sono stati ancora pienamente assimilati e rimangono di grande attualità. Sunak ha avvertito la comunità internazionale che ignorare questi insegnamenti potrebbe portare a gravi conseguenze per la sicurezza globale, e che la memoria collettiva deve rimanere una garanzia contro le nuove forme di imperialismo e aggressione.