E stato un momento storico in Vaticano — l’elezione di un nuovo Papa, il quale è diventato il cardinale americano di 69 anni, Robert Francis Prevo

Chas Pravdy - 08 Maggio 2025 20:46

Egli ha assunto il titolo papale di Leone XIV, scegliendo simbolicamente un nome portato da alcuni tra i più eminenti pontefici della storia della Chiesa. Si è trattato del primo caso nella storia moderna della Chiesa cattolica in cui il capo del Vaticano è diventato una stella proveniente dagli Stati Uniti d’America. L’elezione si è svolta il secondo giorno dall’inizio del conclave segreto — la cerimonia sacramentale di elezione papale che ha riunito i cardinali in Vaticano. La sua scelta è stata confermata durante la votazione, che è risultata la decisione centrale nelle complesse trattative diplomatiche e ecclesiastiche interne. Per la prima volta nella storia della Chiesa cattolica, il leader del sedile apostolico è un rappresentante dall’America — un paese che ha da tempo fatto parte delle grandi potenze mondiali. Questa decisione, senza dubbio, avrà un forte risonanza e segnerà una nuova era nei rapporti tra la Chiesa e la comunità globale. Robert Prevo fu nominato cardinale già nel 2023 su incarico del defunto Papa Francesco. In passato ha acquisito la reputazione di conservatore, ma anche di moderato e ideologo della politica ecclesiastica. Un’esperienza particolare l’ha maturata in Sud America, in particolare in Perù, dove ha servito a lungo nella città di Chiclayo. La sua attività missionaria attiva e l’esperienza gestionale in diversi paesi del mondo lo rendono una candidatura forte, capace di conciliare le opposizioni e guidare la Chiesa nelle condizioni contemporanee. Un aspetto rilevante della sua elezione è la possibile preservazione dell’eredità lasciata dal precedente Papa Francesco. Prevo, come leader europeo con anni di esperienza nelle strutture vescovili latinoamericane e americane, probabilmente continuerà sulla strada di riforme moderate e di compromessi nella politica interna ed esterna del Vaticano. Già prima dell’elezione del nuovo Papa, tra i candidati si discuteva attivamente dell’italiano cardinale Piero Parolin, dell’indigeno filippino Luis Antonio Tagle, così come del francese Jean-Marc Aveline, dell’ungherese Poper Erdö e dell’italiano Piero Battista Pizzaballa. La decisione è stata presa in un incontro riservato dei cardinali, il primo dopo il funerale di Papa Francesco, avvenuto il 26 aprile. La cerimonia di voto ha mostrato la fiducia nel candidato Prevo, dando fondamenti per parlare del rafforzamento del ruolo degli Stati Uniti nella comunità cattolica globale. Questo evento avrà senza dubbio conseguenze per la diplomazia internazionale e la politica interna della Chiesa. A seconda delle priorità interne, il nuovo Papa potrebbe sostenere una cooperazione più stretta con la Chiesa ucraina e promuovere iniziative diplomatiche in zone di conflitto. E la vasta società si chiede già: diventerà lui un nuovo amico dell’Ucraina in seno alla Chiesa? Quale visione del futuro del Vaticano egli ha delineato? E quali cambiamenti si possono aspettare nella vita ecclesiastica sotto la sua guida? Un altro aspetto importante — se il nuovo Papa sarà in grado di superare i limiti tradizionali e mostrare un nuovo approccio alle sfide moderne. È noto che Prevo è un sostenitore di una rotta moderata, che potrebbe portare un equilibrio in un clima politico e spirituale già di per sé sensibile della Chiesa. La sua elezione crea nuove opportunità per la Chiesa nel mondo che cambia rapidamente, e potrebbe stimolare una nuova fase nella sua storia. Naturalmente, il tempo rivelerà se Robert Prevo diventerà Leone XIV nel luminoso spazio spirituale del Vaticano e della Chiesa mondiale nel suo complesso. Ma già ora il suo insediamento suscita vivaci discussioni sia tra le alte sfere ecclesiastiche sia al di fuori della Curia romana. È l’inizio di un nuovo capitolo — una storia che senza dubbio influenzerà i destini di miliardi di credenti e dell’intero mondo.

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