Nuovo cosiddetto «ministro» della Ossezia del Nord: sospettato di aver sparato ai prigionieri ucraini ha ottenuto un alto incarico statale

Chas Pravdy - 07 Maggio 2025 13:49

Nella regione dell’Ossezia del Nord sono iniziate discussioni molto accese e preoccupazioni attorno alle ultime nomine di funzionari. Il governo locale ha ufficialmente annunciato la nomina di Yuri Abaev, di 34 anni, nella carica di ministro del Lavoro e della Protezione Sociale, noto in ambito militare russo con il soprannome «Toro». Si segnala che questa persona ha una reputazione complicata e la sua implicazione in gravissimi crimini contro i prigionieri ucraini non lascia dubbi alle agenzie di intelligence dell’Ucraina. Fonti, tra cui il canale Telegram Astra e comunicazioni ufficiali dell’Ufficio principale dell’intelligence ucraina, confermano l’identificazione di Abaev come criminale di guerra, coinvolto nel massacro di prigionieri ucraini avvenuto durante i combattimenti nel settore di Zaporizhzhia a maggio 2024. Secondo i dati dei servizi di intelligence ucraini, Abaev avrebbe partecipato temporaneamente a un gruppo di assalto del 70° reggimento di fanteria di guardia, appartenente alla 42ª divisione di fanteria dell’58ª armata dell’Esercito russo. È proprio lui a guidare in quel periodo un’operazione durante la quale sono stati uccisi alcuni prigionieri ucraini vicino al villaggio di Robotyne, nella regione di Zaporizhzhia. Ciò che suscita particolare indignazione è che Abaev abbia ottenuto un incarico di alto livello nella Ossezia del Nord. Secondo informazioni diffuse sui canali Telegram e altre fonti, la sua candidatura viene promossa e sostenuta dalla dirigenza della regione, in particolare dal capo della regione, Sergej Mnejilo. Secondo le sue parole, Yuri Abaev possiede un intero pacchetto di medaglie e onorificenze, tra cui il riconoscimento come eroe della Russia e il conferimento dell’Ordine al “Coraggio”. Mnejilo sottolinea che la nomina è avvenuta nell’ambito del programma presidenziale «Il Tempo degli Eroi», volto a promuovere i militari e i partecipanti alle operazioni contro l’Ucraina, e invita a credere nella capacità di Abaev di affrontare i nuovi incarichi, facendo riferimento alla sua disciplina e alla motivazione evidente. Tuttavia, questa notizia ha suscitato un’ondata di indignazione tra le strutture civili e militari ucraine. Esse affermano che coloro coinvolti in crimini di guerra non dovrebbero avere il diritto di ricoprire incarichi pubblici di alto livello e, soprattutto, di entrare a far parte del governo nelle regioni della Russia. È noto che Abaev ha servito in precedenza nel 70° reggimento di fanteria di guardia, e la sua carriera militare si è conclusa con il grado di vicecomandante di unità, mentre il suo ruolo nei terribili crimini contro gli ucraini è confermato dall’intelligence ucraina. Inoltre, si sa che Abaev, nato nel dicembre 1990, ha il soprannome «Toro» ed era un ufficiale ufficiale durante le operazioni militari contro la parte ucraina. La sua implicazione in una specifica operazione di esecuzione di prigionieri di guerra ucraini è stata confermata dai servizi di intelligence ucraini, suscitando numerosi sdegni sia da parte dell’opinione pubblica sia delle strutture ufficiali di Kiev. È stato proprio il suo nome a emergere attraverso le immagini apparse sui canali Telegram, in cui è ripreso mentre partecipava a crimini e indossava l’uniforme militare. Attualmente la situazione favorisce il fatto che lo stesso Abaev abbia ottenuto un incarico amministrativo in una regione sotto il controllo della Russia, e grazie ai programmi statali russi di copertura e “premiazione”, la sua carriera sembra aver raggiunto un nuovo livello. Questo genera ulteriore preoccupazione tra gli esperti ucraini e i politici, poiché si mette in discussione ogni potenziale morale ed etico di tale nomina, considerando la sua diretta implicazione in crimini di guerra attribuiti all’esercito russo sul territorio ucraino. In conclusione, nel contesto delle recenti nomine dal lato russo si assiste a un approccio aperto nel presentare i criminali di guerra come eroi e nel utilizzarli nelle strutture statali. Ciò definisce chiaramente la politica adottata dagli organi regionali e federali, e alimenta le preoccupazioni circa un aumento dell’impunità per i crimini di guerra. Nel frattempo, i servizi segreti ucraini e la società civile continuano a monitorare questa situazione, sottolineando l’importanza di far sì che chi ha commesso tali terribili crimini contro l’umanità venga chiamato a rispondere delle proprie azioni.

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