Nel cuore dei circoli diplomatici degli Stati Uniti sono riapparsi dichiarazioni senza precedenti riguardo alle possibili soluzioni per il conflitto in Ucraina

Chas Pravdy - 07 Maggio 2025 08:52

Il Rappresentante Speciale del Presidente degli USA per l’Ucraina, Kit Kellogg, ha annunciato con entusiasmo la cosiddetta disponibilità dell’Ucraina a creare una zona smilitarizzata di circa 30 chilometri lungo le linee attuali del fronte. Questa proposta potrebbe rappresentare un passo importante verso una riattivazione del processo negoziale, che molti esperti considerano complesso e articolato. Secondo quanto affermato da Kit Kellogg, le diplomazie americane propongono di soddisfare entrambe le parti con un controllo regolamentato e trasparente sulla zona di cessate il fuoco, monitorata sia dall’Ucraina che dalla Russia. L’idea si basa sulla sospensione delle ostilità “sul posto”, ovvero nelle aree attualmente controllate dalle forze ucraine e dalle forze di occupazione russe. Ciò significherebbe che le truppe e i mezzi militari potrebbero ritirarsi a una distanza prestabilita, restando però nelle loro posizioni, con il controllo di queste aree affidato alle operazioni di entrambe le parti. Kellogg ha sottolineato in diretta su Fox News che un cessate il fuoco di 30 giorni potrebbe essere solo un punto di partenza, e il suo successo dipende dalla capacità delle parti di mantenere la tregua durante questo periodo. «Se si riuscirà a mantenere questa zona senza ostilità per un mese — ha detto –, ci saranno le basi per un ulteriore proseguimento dell’accordo. Questo potrebbe aprire la strada a una soluzione più stabile, che successivamente si trasformi in un processo di pace completo.» Inoltre, il diplomatico ha evidenziato come l’esperienza storica dei paesi baltici dopo la Seconda guerra mondiale e il processo di riunificazione della Germania dimostrino che la situazione politica può cambiare rapidamente e in modo imprevedibile. Un altro elemento chiave di questa partita diplomatica è la fiducia che l’Ucraina sia pronta ad un temporaneo ritiro delle forze — fino a 15 chilometri in direzione dell’avversario — e che anche le truppe russe, secondo quanto riferito dal rappresentante USA, siano d’accordo con questa intesa. Ciò creerebbe un’area smilitarizzata di circa 30 chilometri, controllata da comandi internazionali o da una “coalizione dei determinati”, incaricata di vigilare sulle violazioni e sul rispetto degli accordi. È importante sottolineare che questo scenario non è solo una proposta, ma una reale possibilità di prevenire una nuova escalation del conflitto. Kellogg ha osservato: «Abbiamo esperienza nel constatare che anche una breve pausa nelle ostilità è più facile da mantenere rispetto al reinserimento nel conflitto ormai consolidato. Pertanto, se questa iniziativa si dimostrerà efficace durante il mese, potrebbe fungere da trampolino per stabilizzare la situazione e ridurre i rischi per entrambe le parti». In precedenza, i media avevano riferito di negoziati segreti avvenuti a Parigi, un vero e proprio momento di pausa nella diplomazia delle relazioni tra Ucraina e Stati Uniti. Secondo fonti, allora l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump aveva consegnato all’Ucraina un documento contenente una strategia di compromesso. In esso si prevedeva la possibilità di riconoscere il controllo della Russia sulla Crimea annessa, e di allentare le sanzioni contro Mosca, provocando reazioni contrastanti a Kiev. Successivamente, ad aprile, il presidente Volodymyr Zelensky ha ufficialmente confermato che gli USA avevano proposto piani per il futuro dell’Ucraina durante una visita a Londra. Tuttavia, ha aggiunto, in seguito sono emersi un secondo documento, con contenuti significativamente diversi. Il presidente ha sottolineato che la delegazione ucraina, insieme a colleghi europei e agli ambasciatori statunitensi, aveva discusso un progetto, ma presto ne è stato presentato un altro, più propenso ai compromessi con la Russia. L’agenzia Reuters ha pubblicato il testo completo di questa proposta americana, che includeva anche il riconoscimento del controllo russo su diverse aree occupate in Ucraina. Ciò ha generato un'ampia discussione tra i diplomatici e gli esponenti politici, poiché il destino delle regioni come Crimea e Donbass rimane uno dei temi più caldi e controversi. Al momento, la questione di un accordo di pace rimane uno dei temi più infuocati nel panorama diplomatico globale, e Kiev e Washington ribadiscono di voler preservare sovranità e integrità territoriale. Tuttavia, dietro le quinte continuano negoziati e discussioni che potrebbero cambiare tutto. L’equilibrio geopolitico è una partita lunga e molto complessa, che si gioca non solo con dichiarazioni diplomatiche, ma con passi concreti sul campo di battaglia e nelle stanze del potere.

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