Le forze di sicurezza lettone hanno registrato un aumento significativo delle provocazioni e delle attività di sorveglianza sull’attività militare della NATO da parte della Russia nel Mar Baltico

Chas Pravdy - 06 Maggio 2025 10:41

Secondo i servizi di intelligence, il Cremlino ha rafforzato le proprie operazioni di intelligence e manifesta comportamenti aggressivi nelle vicinanze dei confini lettoni, causando segnali di allerta per la sicurezza della regione. Nel proprio rapporto annuale, il Servizio di intelligence militare e sicurezza della Lettonia (MIDD) ha dettagliato un’analisi della situazione, sottolineando che la Russia utilizza varie tattiche provocatorie per raggiungere i propri obiettivi. I principali segnali di rischi crescenti sono stati le violazioni non autorizzate dello spazio aereo, le avvicinamenti sfacciati a navi e aerei militari delle nazioni della NATO, oltre a un notevole aumento dei casi di manifestazioni di forza nel Mar Baltico. Lo scopo di tali azioni è probabilmente esercitare pressione psicologica sui partner regionali e testare le reazioni difensive dell’Alleanza. Secondo gli esperti di MIDD, queste provocazioni potrebbero essere volte sia a intimidire sia a creare situazioni che potenzialmente potrebbero portare a deterioramenti accidentali della sicurezza. Il rapporto evidenzia che il Cremlino utilizza queste azioni non solo per mostrare la propria forza, ma anche per screditare i paesi e gli alleati della regione, le loro capacità di difesa e la loro prontezza a rispondere alle minacce. Questa fa parte di una strategia più ampia — mettere alla prova i limiti delle reazioni e raccogliere informazioni sulle vulnerabilità del sistema di difesa. Per quanto riguarda il cambiamento nella struttura delle forze armate russe, nel 2024, nell’ambito di una riforma, è stato effettuato un ridispiegamento dei distretti militari. Il distretto militare occidentale, che tradizionalmente confina con la Lettonia e altri paesi baltici, è stato smantellato e, su questa base, sono stati creati due nuovi distretti — quello di Leningrado e quello di Mosca. Gli esperti valutano che questa riorganizzazione sia una risposta alla possibile intensificazione della sicurezza regionale, in relazione all’ingresso della Finlandia e della Svezia nella NATO. Contestualmente, non si escludono piani per l’attenuazione della pressione, date le prolungate ostilità in Ucraina, con le forze russe che si concentrano sul mantenimento delle posizioni esistenti e sulla stabilizzazione delle risorse interne. In particolare, in Carelia si sta creando un nuovo corpo di armata, mentre due brigate di fanteria meccanizzata, appartenenti all’6ª armata generale e situate più vicino al confine lettone, intendono essere trasformate in divisioni. Analogamente, anche la brigata di fanteria marina della flotta baltica nell’enclave di Kaliningrad si sta preparando a riorganizzarsi in divisione. Il rapporto sottolinea che questi cambiamenti mirano a migliorare la mobilità e la prontezza delle forze armate, ma si evidenzia anche come le risorse attuali della Russia rimangano limitate — la maggior parte delle forze e delle tecnologie militari continuano a concentrarsi sulla guerra in Ucraina. Questa situazione accelera la restrizione delle esercitazioni strategiche e tattiche, probabilmente a causa della carenza di risorse umane e di equipaggiamenti militari, a seguito del prolungato conflitto. Inoltre, nel 2025, la Russia, in collaborazione con la Bielorussia, intende svolgere esercitazioni strategiche di ampia scala chiamate “Zakhid-2025”, che, secondo i primi dati, si svolgeranno principalmente sui territori bielorussi. Tuttavia, la portata geografica e la durata di tali esercitazioni dipenderanno molto dall’evolversi della situazione nel conflitto in Ucraina, avvertono gli esperti. Il servizio di sorveglianza nota che, in questa fase, le risorse militari russe non consentono di effettuare ulteriori operazioni di terra di livello strategico su larga scala. Ciò invia un importante segnale ai partner regionali e ai responsabili della difesa nei paesi baltici e in Europa in generale. Allo stesso tempo, gli esperti avvertono che Mosca sta attivamente aumentando il livello della propria attività militare anche in altre zone del confine con l’Europa, suscitando crescenti timori di un’escalation futura. Tutte queste tendenze contribuiscono ad alimentare l’allarme tra i paesi baltici e altri stati vicini, nei quali si osserva un incremento dell’attività militare russa nel contesto del tentativo di rafforzare le proprie ambizioni strategiche. La maggior parte degli esperti e dei governi non nascondono più la loro preoccupazione: gli sforzi del Cremlino non sono rivolti solo alla dimostrazione di potenza nel Mar Baltico, ma anche alla preparazione di eventuali nuovi scenari di aggressione, che potrebbero mettere in pericolo la stabilità e la sicurezza dell’intera regione.

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