La Commissione Europea ha completato la preparazione del 17° pacchetto di sanzioni contro la Russia, volto ad aumentare la pressione sul paese aggressore e a contrastare i suoi tentativi di eludere le restrizioni stabilite
Secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters, questa iniziativa è già stata predisposta e verrà presentata in breve tempo per l’esame nel corso della futura riunione del Consiglio dell’Unione Europea sulle questioni di politica esterna, prevista per maggio 2025. Secondo fonti consultate da "EUROPAe" (European News), nel nuovo programma si prevede un’ampia estensione dell’elenco delle persone e delle aziende soggette a sanzioni, coinvolte nel sostegno alle forze militari russe, anche attraverso tentativi di bypassare le restrizioni sanzionatorie. Il documento include inoltre misure per rafforzare il controllo sull’esportazione di merci a duplice uso e tecnologie avanzate che potrebbero essere impiegate a scopi militari. Come riferito da fonti diplomatiche, tra le persone soggette a sanzioni ci saranno più di 50 soggetti fisici e giuridici provenienti da vari Paesi, tra cui cinque dalla Cina. Nell’elenco entreranno anche 31 aziende che aiutano le forze militari russe o sono coinvolte nel tentativo di eludere le sanzioni precedentemente adottate. Particolare attenzione viene dedicata alla lotta contro quello che è chiamato il "fondo oscuro" della flotta russa — il pacchetto prevede di inserire nella lista nera oltre 100 navi coinvolte in attività illegali nel settore marittimo. Un altro aspetto importante del documento riguarda la proposta di prolungare l’eccezione alle sanzioni riguardanti il progetto "Sakhalin-2" — uno dei principali progetti petroliferi russo-giapponesi. La Commissione Europea insiste sul fatto che le restrizioni devono rimanere in vigore almeno fino a giugno 2026, considerando l’importanza strategica di questa risorsa per il Giappone. Secondo le fonti, nel pacchetto predisposto sono incluse anche motivazioni formali e argomentazioni diplomatiche volte a dimostrare alle autorità dei Paesi membri dell’UE che "l’adesione all’Unione Europea" rimane l’unico strumento importante negli sforzi per contrastare l’aggressione russa. In questo contesto si sottolinea la necessità di dimostrare che l’Europa unita è in grado di agire congiuntamente e di prendere decisioni anche nel caso in cui alcuni Paesi, come l’Ungheria, manifestino l’intenzione di esercitare il diritto di veto. Tradizionalmente, nel contesto di un’escalation delle politiche sanzionatorie, la questione più delicata rimane l’allineamento con gli alleati internazionali, in primis gli Stati Uniti d’America. Si evidenzia che il nuovo pacchetto di sanzioni deve essere presentato in stretta collaborazione con Washington, sottolineando così l’importanza di una cooperazione globale nella risposta all’aggressione russa. In precedenza, si era già diffuso tra i media che il 17° pacchetto di sanzioni sarebbe stato uno dei temi principali di discussione alla futura riunione del Consiglio dell’UE, prevista per maggio 2025. I principali diplomatici europei e i ministri degli esteri sottolineano l’importanza di continuare ad accrescere l’isolamento della Russia nel mondo e di dare un chiaro segnale sulla non tollerabilità della sua politica aggressiva. In conclusione, il nuovo pacchetto sanzionatorio rappresenta non soltanto un’ulteriore iniziativa giuridica, ma anche un simbolo di unità dell’Unione Europea nel fronteggiare l’aggressione russa, assumendosi la responsabilità di mantenere stabilità e sicurezza nella regione e aumentando la pressione sul Cremlino per convincerlo a cambiare politica aggressiva.