In Ucraina è stata smantellata un’operazione nemica su larga scala di diffusione di disinformazione e di azioni di diversione psicologica, condotta con la diretta partecipazione dei servizi segreti russi

Chas Pravdy - 06 Maggio 2025 14:38

La rete di notizie false e materiali propagandistici è stata scoperta dalle forze dell’ordine e dai servizi di intelligence del paese durante vaste operazioni investigative, dopo aver accertato il coinvolgimento di tre cittadini, residenti a Kiev, Dnipro e Chmelnitskij. Questi aiutavano gli occupanti a diffondere narrazioni filo-russe, finalizzate a screditare le autorità ucraine e a sabotare le misure di mobilitazione nel paese. Secondo le modifiche della Procuratura della regione di Ivano-Frankivsk, in collaborazione con il Servizio di sicurezza dell’Ucraina, le indagini hanno stabilito che i sospettati conducevano un’operazione informativa speciale chiamata “L’Ucraina scompare nel nulla”. Creavano e diffondevano sui social media video in cui prigionieri di guerra ucraini dell’area di Kursk pronunziavano appelli preparati dai servizi segreti russi. Questi video contenevano esortazioni alle forze armate ucraine ad arrendersi, a sollevare rivolte nei distretti militari e a rifiutarsi di eseguire ordini delle catene di comando riguardanti la difesa dell’indipendenza dell’Ucraina. Tutto ciò era finalizzato a destabilizzare la situazione nel paese e a minare il morale dei difensori ucraini. Secondo le indagini, gli occupanti hanno costretto otto prigionieri di guerra ucraini a partecipare alla creazione di questi video falsi. Questi sono stati ripresi in uno studio appositamente allestito in un’organizzazione di detenzione in uno dei penitenziari della regione di Kursk, in Russia. Nei messaggi, i prigionieri esortavano chi si trova sul fronte a rifiutarsi di partecipare alla guerra, a non eseguire ordini di combattimento e a opporsi alla loro stessa nazione. È noto che, in caso di rifiuto di collaborare a tali provocazioni o di tentativi di cooperazione con i servizi di sicurezza ucraini, gli occupanti usavano cureasty segrete e torturavano ferocemente i detenuti, che venivano tenuti in condizioni disumane. Particolarità di questa operazione risiedeva nel tentativo delle agenzie russe di espandere la loro influenza anche attraverso le famiglie dei prigionieri: attraverso agenti sotto copertura, cercavano di coinvolgere i parenti dei militari ucraini nella diffusione di disinformazione. Le conseguenze di tali azioni sono state anche attacchi incendiari a veicoli di difensori ucraini e il coordinamento di attacchi aerei contro infrastrutture critiche ucraine, provocando ulteriori distruzioni e perdite umane. Le perquisizioni presso le persone fermate hanno portato al sequestro di apparecchiature informatiche, chiavette USB, telefoni, schede SIM e appunti manoscritti che costituiscono prove nell’ambito del procedimento penale. Sono state accusate di ostacolare le attività delle Forze armate ucraine e di altre formazioni militari, in base a un articolo che prevede la responsabilità penale. Il tribunale ha deciso per la custodia cautelare senza possibilità di cauzione. Attualmente, questa operazione evidenzia l’entità della guerra informatica condotta dalla parte russa con il fine di destabilizzare la situazione in Ucraina e di minare il morale delle forze armate e dei cittadini ucraini. Le autorità operative hanno sottolineato che la lotta contro le attività di disinformazione e di provocazione rimane uno dei principali ambiti di contrasto all’aggressione russa. Tutti gli individui arrestati sono attualmente in detenzione preventiva, e il caso è sotto il controllo delle forze dell’ordine, che continuano con impegno a smascherare tutte le persone coinvolte in questa propaganda tossica e in attività sovversive.

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