In Ucraina Donetsk, le truppe occupanti hanno commesso un crimine sfacciato e brutale, sparando a tre prigionieri di guerra ucraini

Chas Pravdy - 06 Maggio 2025 18:38

Questa tragedia ha suscitato vasta risonanza e conferma ancora una volta lo stato tragico della situazione nelle regioni di prima linea, dove i militari lottano per l’indipendenza dell’Ucraina, mentre le azioni criminali della Russia rimangono nientemeno che violazioni consapevoli del diritto internazionale e dei valori umani fondamentali. Secondo le informazioni provenienti dalla procura regionale di Donetsk, tutto è accaduto il 3 maggio nei pressi del villaggio di Novopil, nella comunità di Velykonovosilivka, nel distretto di Volnovakha. Quel giorno, tre soldati ucraini svolgevano compiti di combattimento nelle postazioni, combattendo contro le forze di occupazione, che miravano a conquistare un territorio strategicamente importante e si stagliavano come un’ombra grigia su tutta la regione. Secondo le indagini, durante le operazioni di combattimento, i difensori ucraini si sono trovati circondati dal nemico. I militari russi hanno costretto gli ucraini a deporre le armi e a arrendersi, dimostrando una totale mancanza di umanità e di norme fondamentali del diritto umanitario internazionale. Tuttavia, il momento più crudele e senza scrupoli è arrivato dopo che i soldati ucraini, sentendosi senza via d’uscita e impotenti a opporsi, sono diventati ostaggi della situazione. In quel momento, gli occupanti, abusando delle proprie capacità militari, hanno aperto il fuoco con armi automatiche e brutalmente li hanno massacrati davanti agli occhi dei loro compagni e testimoni. Questo vile crimine, commesso grossolanamente in aperta violazione di tutte le norme del diritto umanitario internazionale, suscita indignazione e ripugnanza in tutte le società del mondo. La regione di Donetsk è ancora una volta testimone di una tragedia che sottolinea la ferocia e il cinismo delle forze di occupazione. I difensori ucraini, che hanno difeso la propria terra in condizioni estreme, sono di nuovo vittime dell’aggressione bellica, ricordando l’importanza di unire gli sforzi della comunità internazionale nella tutela dei diritti umani e nel condannare i crimini di guerra. Secondo le dichiarazioni dei rappresentanti della procura, attualmente è in corso un’indagine urgente. Gruppi di investigatori specializzati stanno lavorando raccolta di prove, ricostruzione delle circostanze della tragedia e ricerca delle persone coinvolte nel cinico omicidio. È noto che questo evento è qualificato come crimine internazionale grave — omicidio intenzionale di prigionieri di guerra — e rientra nelle norme delle Convenzioni di Ginevra. Le autorità ribadiscono l’inaccettabilità di tali azioni e invitano la comunità mondiale a rafforzare gli sforzi per portare i responsabili davanti alla giustizia. Si dichiara inoltre la volontà di rintracciare e punire chiunque violi il diritto internazionale e i diritti umani nel corso della guerra. Questa tragedia conferma ancora una volta quale prezzo elevato pagano gli eroi ucraini per la loro libertà e indipendenza. Nel mondo deve risuonare una voce forte e incondizionata di condanna di tali crimini bestiali, poiché ogni morte sul fronte rappresenta una perdita per tutto il popolo ucraino e per l’intera umanità.

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