Il Parlamento Europeo ha ufficialmente revocato l’immunità del deputato polacco e anti-ucraino Gżegorz Braun, conseguenza di un lungo procedimento di indagine e delle plurime iniziative delle autorità polacche ed europee

La decisione è stata adottata durante la sessione plenaria a Strasburgo, dove i politici hanno approvato la risoluzione finale per la revoca dell’immunità, che fino ad allora aveva tutelato Braun da eventuali persecuzioni penali all’interno del Parlamento Europeo. La revoca avviene in prossimità delle prossime elezioni europee, programmate per giugno 2024, poiché la procura di Varsavia continua ad indagare sul suo comportamento ambiguo. Al centro delle indagini c’è l’incidente avvenuto lo scorso dicembre nella sala delle sessioni del parlamento polacco, quando Braun, durante una cerimonia ufficiale, ha usato un estintore per spegnere le candele di Hannukkah. L’atto ha suscitato ampio scalpore pubblico e politico, interpretato come una manifestazione di offese volgari e comportamenti vandalici inaccettabili durante una seduta parlamentare. Dopo che il parlamento polacco ha approvato la revoca dell’immunità in relazione a questo episodio, le autorità investigative polacche si sono rivolte al Parlamento Europeo chiedendo la possibilità di procedere penalmente contro Braun a livello europeo, dal momento che ha ottenuto il mandato di deputato del Parlamento Europeo nel giugno 2024. Ciò consente alle autorità nazionali di intervenire e di avviare eventuali azioni investigative. Fonti indicano che la procura sta conducendo indagini anche su altri episodi riguardanti Braun, tra cui insulti e provocazioni di natura religiosa, l’incidente presso l’Istituto Storico Tedesco (quando ha bloccato una lezione sull’Olocausto), e il furto di un albero di Natale dal tribunale e il suo getto nel cassonetto a Cracovia. Il ministro della Giustizia e Procuratore Generale Adam Bodnar ha aggiunto che il suo ministero non lascerà impuniti questi casi. Secondo Bodnar, a seguito dell’ottenimento del mandato nel Parlamento Europeo, il presidente dell’istituzione a Strasburgo dovrebbe esaminare la questione del ritiro dell’immunità a Braun e trasmettere il caso alle autorità giudiziarie polacche. “Si prevedono almeno sette accuse – dalla violazione della immunità corporale, a insulti e stupro, fino a disturbo dell’ordine pubblico e incitamento all’odio”, ha sottolineato nella sua dichiarazione. Inoltre, Bodnar ha evidenziato che l’indagine prosegue anche rispetto all’episodio in cui Braun ha tentato di ostacolare il lavoro di un medico presso l’ospedale di Olesnica, il 16 aprile, quando è entrato con l’intenzione di “arrestare cittadiniamente” la ginecologa Gizela Jagiellska, che aveva effettuato un aborto a una paziente in gravissimo stato psichico, alla 36ª settimana di gravidanza. Secondo le forze dell’ordine, le azioni di Braun sono state illegali e motivate da convinzioni personali, suscitando ulteriore interesse investigativo. Nel Parlamento dell’Unione Europea si discute anche della possibile revoca dell’immunità di altri due deputati polacchi del partito “Diritto e Giustizia” (PiS), in particolare Michal Dworczyk e Daniel Obajtek. Si tratta di un ulteriore passo nel processo di “pulizia” dei rappresentanti politici accusati a livello nazionale ed europeo di pro- russi e provocazioni o comportamenti contrari ai valori dell’UE. Già ad aprile, il Parlamento Europeo aveva revocato l’immunità ad altri deputati polacchi dello stesso schieramento, tra cui Mariusz Kamiński e Maciej Wąsik. Il procedimento di revoca dell’immunità nel Parlamento Europeo si svolge a maggioranza semplice e, secondo il regolamento, la decisione presa deve essere immediatamente trasmessa alle autorità giudiziarie polacche per l’ulteriore esame. Ciò significa che, anche se vengono cancellati i privilegi diplomatici, questo non implica automaticamente la condanna, ma consente ai tribunali nazionali di avviare procedimenti e, se dimostrato, di decidere sulla revoca del mandato dopo un processo di responsabilità. In generale, la vicenda di Gżegorz Braun mostra quanto possano essere complesse e tese le controversie politiche e legali all’interno dello spazio europeo. L’attenzione elevata su tali casi riflette un rafforzamento degli standard di responsabilità dei rappresentanti politici e la volontà di tutelare i valori della democrazia, dell’uguaglianza e del rispetto delle sensibilità religiose a livello dell’Unione Europea. Contestualmente, questa situazione solleva interrogativi sui limiti della libertà politica, sui meccanismi legali di perseguimento e sul ruolo della società civile nel definire un ambiente politico responsabile in Europa.