I media hanno sorpreso con nuove rivelazioni sull’uso dell’app Signal da parte del Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pitto Gheset, che, a giudicare dalle fonti, diffondeva informazioni difensive e diplomatiche in una forma estremamente informale e potenzialmente pericolosa

Secondo giornalisti e fonti del quotidiano "European Pravda", facendo riferimento a materiali di un’illustre testata come The Wall Street Journal, il comando militare americano avrebbe scoperto l’entità dell’uso che Gheset faceva di questa applicazione non solo come strumento di scambio rapido di informazioni, ma anche come piattaforma per la ricezione e l’invio di dati ufficiali importanti, a volte anche di natura riservata. Dai dati divulgati risulta che Gheset gestisce almeno dieci chat attive su Signal, nelle quali discuteva questioni di estrema rilevanza riguardanti la difesa, operazioni militari e diplomazia internazionale. È noto che il ministro affidava spesso ai suoi assistenti l’uso di questo messanger per comunicare con i governi stranieri riguardo ai piani di azione militare, rappresentando così un grave rischio per la sicurezza. Uno dei casi segnalati, secondo le fonti, ha dato origine a preoccupazioni all’interno delle disponibilità ufficiali: in una chat privata, Gheset avrebbe comunicato ai colleghi stranieri un’informazione su un’ipotetica offensiva militare degli USA, senza considerare il segreto e la natura riservata di tale operazione. Inoltre, tramite questo messanger, il Segretario discuterebbe una serie di aspetti non ufficiali ma sensibili, tra cui future pubblicazioni mediatiche, viaggi all’estero e il calendario di lavoro privato. Il rapporto sottolinea che Gheset ha creato numerose chat in cui partecipavano sia membri del suo team personale sia parenti, tra cui sua moglie, suo fratello e il suo avvocato personale. È importante evidenziare che i messaggi sono stati inviati, in alcuni casi, sia da dispositivi ufficiali che privati, direttamente dall’ufficio del ministro, utilizzando canali di comunicazione non protetti. Particolare attenzione merita il fatto che l’accesso alle chat private del ministro sia stato ottenuto dal suo assistente militare — il tenente colonnello dei marines Ricky Buria. Secondo fonti, proprio lui avrebbe pubblicato a marzo, nel gruppo di Signal, informazioni riguardanti un presunto attacco americano ai ribelli yemeniti. Tra i partecipanti a questa chat vi erano persone vicine a Gheset: sua moglie, suo fratello e il suo avvocato personale. Questo ha sollevato seri dubbi sul livello di segretezza e sicurezza dei dati militari gestiti dal massimo responsabile della difesa nazionale. È noto anche che, per leggere i messaggi, Gheset e il suo team si sono dovuti allontanare dai loro uffici al Pentagono per cercare un’area con copertura di rete mobile, spesso implicando lunghe pause nel lavoro a causa del segnale instabile all’interno degli edifici, complicando così il controllo e la verifica su quali dati vengono effettivamente condivisi. Questo comporta rischi potenziali, poiché l’informazione potrebbe finire in mani non autorizzate o divenire pubblica. La vicenda dell’uso di Signal ha preso slancio alla fine di aprile, quando i media hanno riferito che Gheset, ancora attraverso Signal, discuteva i dettagli dell’attacco contro i ribelli yemeniti. Secondo le fonti, avrebbe fatto ciò in un gruppo di chat di cui facevano parte anche persone a lui vicine — la moglie, il fratello e l’avvocato personale. Tuttavia, il Pentagono ha smentito queste informazioni, sottolineando che i dettagli di tali operazioni non sono stati ufficialmente confermati e che qualsiasi diffusione in tal senso potrebbe costituire una minaccia seria per la sicurezza nazionale. Tutto ciò si inserisce nel contesto di indagini interne approfondite riguardanti la fuga di dati riservati, tra cui piani militari e operazioni strategiche in varie parti del mondo. Si fanno alcuni esempi di leak riguardanti i viaggi della seconda portaerei della Marina degli USA nel Mar Rosso, le pianificazioni di attacchi sul Canale di Panama e visite di alti funzionari, tra cui Elon Musk. Questi eventi hanno portato a una serie di cambiamenti nel personale e a licenziamenti nei servizi di intelligence e difesa. A inizio maggio, si è acelerata anche la pulizia delle alleanze e delle posizioni di vertice negli USA: il presidente Donald Trump ha confermato le dimissioni di Michael Woltz, consigliere per la sicurezza nazionale, che, secondo le notizie, era anch’egli coinvolto nelle fughe di dati legate all’utilizzo di Signal. Ufficialmente, non sono stati forniti motivi di tale decisione, ma i media hanno riferito di uno scandalo di larga portata chiamato “Signal-gate”, che ha messo sotto pressione l’amministrazione e le relazioni tra il presidente e i servizi segreti. Allo stesso tempo, il vicepresidente degli USA, Joe D. Vens, ha commentato la situazione affermando di sostenere la decisione di Trump e di aver ripetutamente sottolineato che le sue dimissioni non rappresentano una punizione, bensì un tentativo di garantire stabilità in materia di sicurezza. Questa vicenda testimonia chiaramente un problema contemporaneo — l’aumento del ruolo dei canali digitali non ufficiali nelle alte sfere politiche e militari, la loro potenziale pericolosità e le limitazioni dei sistemi tradizionali di protezione dei dati segreti. La perdita di controllo su messaggi privati scambiati sui messenger è già riconosciuta come una delle sfide più gravi per la sicurezza a livello di strategia statale e internazionale.