A Palazzo Kremlino sono nuovamente minacciati l’Ucraina con una “risposta adeguata” nel caso di violazione del cosiddetto “cessate il fuoco”, dichiarato dal presidente russo Vladimir Putin durante le giornate di celebrazione dell’80º anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica

Chas Pravdy - 06 Maggio 2025 14:48

Questo ha provocato una nuova ondata di tensione e preoccupazione per l’evoluzione del conflitto nella regione orientale dell’Ucraina. Il portavoce del leader russo, Dmitry Peskov, commentando la situazione, ha formulato una dichiarazione inequivocabile: se Kiev continuerà a colpire le postazioni russe, nonostante il “cessate il fuoco” da lui instaurato, allora Mosca non si farà sfuggire misure decise come risposta. Secondo Peskov, il Cremlino ha dato un ordine appropriato — interrompere le ostilità, ma con la condizione che ogni tentativo di attacco o violazione degli accordi provocherà una reazione immediata ed efficace. Cioè, se le forze ucraine o le forze di difesa non dovessero cessare le offensive, la parte russa ha intenzione di rispondere in modo simmetrico, senza perdere tempo e senza illudersi di ridurre le tensioni. L’applicazione unilaterale del “cessate il fuoco” rilasciato dall’autorità russa è stata oggetto di numerosi commenti e ha suscitato una serie di dibattiti politici e militari. Il Cremlino ha ribadito che l’ordine di “cessate il fuoco” proclamato dal presidente Vladimir Putin rimane in vigore e che è intenzionato a mantenere questa iniziativa, forse, per “ridurre le tensioni” durante le festività. Ricordiamo che a Palazzo Kremlino hanno comunicato che dall’8 al 10 maggio il presidente russo ha dichiarato un “cessate il fuoco”, presumibilmente per commemorare il Giorno della Vittoria — una delle principali festività in Russia, chiamata in patria il Giorno della Grande Resa. Tuttavia, molti politici ucraini e attori internazionali affermano che tale “cessate il fuoco” è solo una mossa politica o un periodo tattico che non cambia il quadro complessivo del conflitto. Dal lato delle autorità ucraine è già arrivata una dura critica a questa iniziativa. Il presidente Volodymyr Zelensky ha definito le dichiarazioni del Cremlino e del suo leader Vladimir Putin “fittiziamente un cessate il fuoco”, che non serve affatto agli interessi del popolo ucraino. Secondo lui, all’Ucraina serve non un breve “pregiudizio” che può essere usato solo come preparazione a una cosiddetta “parata per la pace” a Mosca, ma un immediato e completo cessate il fuoco di almeno 30 giorni, per creare condizioni reali di miglioramento della situazione e riduzione delle perdite umane. Anche le reazioni internazionali non sono mancate. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando l’iniziativa della Russia, ha osservato che la proposta di un “cessate il fuoco di tre giorni” appare troppo ambiziosa e, in realtà, “molto molto” rispetto ai precedenti tentativi del Cremlino. Secondo lui, questo indica che la Russia mira a adottare un approccio più attivo nel conflitto, anche se dichiara di voler fare la pace. Allo stesso tempo, gli esperti sottolineano che tale “cessate il fuoco” è più un gesto politico che un vero segno di compromesso o di desiderio di pace duratura. Infatti, l’obiettivo principale del Cremlino è mantenere la propria influenza e ottenere il massimo possibile beneficio nel contesto di una guerra che dura già da oltre un anno. Gli analisti militari avvertono che qualsiasi violazione o provocazione armata potrebbe rapidamente innescare una nuova escalation, pertanto l’Ucraina si prepara a una difesa dura e alla continuazione della lotta per la propria indipendenza e integrità territoriale. Quindi, la situazione rimane tesa e in continua evoluzione. Il Cremlino insiste sul proprio “cessate il fuoco” e sulla volontà di reagire a qualsiasi violazione, mentre Kiev e la comunità internazionale chiedono alla Russia un reale e incondizionato cessate il fuoco, che dia la possibilità di stabilizzazione e di trovare soluzioni durature al conflitto. Il tempo dirà se gli sforzi diplomatici e la volontà politica interna potranno superare l’aggressione bellica e restituire all’Ucraina pace e serenità.

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