A Dnipro, la polizia ha condotto un nuovo giro di perquisizioni e arresti nell’ambito di un’indagine su attività illecite legate alla falsificazione dei risultati dei test HIV e alla cancellazione degli uomini dalle registrazioni militari

L'indagine si è sviluppata questa primavera e ha già portato a significativi interventi investigativi e a sequestri, mentre le vere dimensioni del crimine sono rimaste a lungo segrete. Attualmente, gli inquirenti e le forze dell'ordine stanno lavorando per stabilire tutte le circostanze e per assicurare la responsabilità di ogni partecipante a questo schema illegale. Secondo i dati della sede stampa della Polizia Nazionale dell'Ucraina, a gennaio 2025, gli agenti della cyberpolizia di Dnipropetrovsk, in collaborazione con i magistrati, hanno condotto oltre 19 perquisizioni in vari quartieri della città e della regione. Le perquisizioni sono state eseguite nelle proprietà e negli appartamenti privati dei soggetti coinvolti, nei loro uffici e veicoli. Durante queste operazioni investigative sono state sequestrate apparecchiature informatiche, documenti medici e altri oggetti che confermano la partecipazione delle persone a attività illecite. Questi dati sono diventati il fondamento per ulteriori indagini finalizzate a ricostruire tutte le circostanze e l’ampiezza delle operazioni. Secondo informazioni ufficiali, il caso riguarda medici delle commissioni militari di valutazione e impiegati di una delle centrali di reclutamento e supporto sociale (TЦК e СП) di Dnipro, nonché altri strutture sanitarie della città. Essi erano coinvolti nella falsificazione dei risultati dei test del sangue per HIV, consentendo agli uomini di evitare la chiamata alle armi e di attraversare senza ostacoli i confini dello stato ucraino. Le vittime di questa scheda criminale erano cittadini che pagavano tangenti per ottenere risultati falsi. Al posto dei veri test, venivano apposte falsi timbri nei documenti medici, attestanti l’assenza di infezione da HIV. Grazie a questa frode, gli autori potevano presentare documenti di esenzione militare o ottenere certificati necessari per viaggiare all’estero o evitare la mobilitazione. L’entità delle attività criminose si conferma non solo dai materiali sequestrati durante le perquisizioni, ma anche dalla quantità di attrezzature confiscate. Nel corso delle attività di indagine e operazioni, sono state trovate e sequestrate numerose apparecchiature informatiche utilizzate per creare risultati falsi e inserire dati ingannevoli nei sistemi elettronici “Monitoraggio delle malattie socialmente significative”. Tra queste ci sono documenti medici, computer e altre apparecchiature, che costituiscono prove di un’attività sistematica e mirata. All’inizio dell’anno, agli imputati sono state mosse le prime accuse di reato. La fase successiva dell’indagine prevede nuove attività investigative: alla fine di aprile sono state effettuate ulteriori 11 perquisizioni, e ad altri sei soggetti è stata notificata l’accusa. È stato disposto il fermo preventivo per sei di loro. Gli inquirenti ritengono che il caso abbia buone prospettive per ulteriori qualificazioni e possibili valutazioni legali delle responsabilità dei colpevoli. L’attività di questo gruppo criminale non mette solo in dubbio l’integrità del sistema medico e delle registrazioni militari, ma rappresenta anche una minaccia alla sicurezza dei cittadini che si affidavano ai professionisti medici. Minando la reputazione degli operatori sanitari onesti, investigazioni intendono sottolineare l’importanza di combattere la corruzione e i crimini nelle aree della sanità e del registro mobilitazionale. Le indagini sono ancora in corso, e gli inquirenti lavorano intensamente per raccogliere tutte le prove necessarie e assicurare che i responsabili paghino per i loro reati. È importante sottolineare che questo caso rappresenta un chiaro esempio di lotta attiva contro i schemi di corruzione nelle strutture statali, dimostrando anche un elevato livello di cooperazione tra diversi organi di pubblica sicurezza per proteggere gli interessi della società ucraina.