Viktor Orbán ha reagito in modo deciso alle critiche del capo dello stato ucraino Volodymyr Zelensky, che si è espresso riguardo alla politica di Budapest nel contesto dello stato e delle prospettive dell’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea

Chas Pravdy - 04 Maggio 2025 11:30

Nella sua dichiarazione pubblicata sui social network X (ex Twitter), il primo ministro ungherese ha sottolineato che le decisioni sulle questioni di cooperazione con l’UE e sul destino dell’euro-integrazione dell’Ucraina non vengono prese a Kyiv o a Bruxelles, ma devono considerare la posizione di tutto il popolo ungherese. Gli eventi sono improvvisamente degenerati dopo che il 3 maggio il presidente ucraino, in un commento rivolto ai giornalisti ucraini, ha accusato Orbán di "azioni molto pericolose", tra cui il blocco del processo di integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea. Zelensky ha suggerito che la politica dell’Ungheria, in particolare il suo veto sull’ingresso dei candidati ucraini nell’Unione, sia motivata da ragioni interne di natura politica – cioè che il premier ungherese cerca di usare questa situazione per rafforzare la propria posizione politica in Ucraina e in vista delle future elezioni parlamentari del 2026. In risposta, Viktor Orbán ha dichiarato apertamente che, anche prima dell’inizio delle future trattative e riguardo all’atteggiamento dell’Ungheria verso l’ingresso dell’Ucraina, è importante capire: «Ciò che pensa il popolo ucraino non viene deciso dal presidente a Kyiv o dai burocrati a Bruxelles». Ha sottolineato che l’Ungheria si impegna a rispettare il principio della partecipazione democratica: «Senza l’Ungheria, l’adesione dell’Ucraina all’UE non sarà successo. Ogni cittadino ungherese ha il diritto di esprimere la sua opinione su questa questione. Ti piaccia o no — noi lo facciamo qui». Orbán ha anche evidenziato che tutte le decisioni saranno prese considerando gli interessi del popolo ungherese e la sua posizione riguardo ai processi di integrazione. Ricordiamo che in precedenza il governo ucraino e la Commissione Europea avevano piani ambiziosi per accelerare il processo negoziale circa l’ingresso dell’Ucraina nell’UE già nel 2025. Tuttavia, tali piani sono stati messi in discussione dal veto di Budapest, che mette in dubbio qualsiasi progresso in questo settore. Allo stesso tempo, l’Ungheria ha organizzato un sondaggio consultivo tra i suoi cittadini, volto a chiarire l’atteggiamento verso un’adesione più rapida dell’Ucraina all’Unione Europea. Viktor Orbán si è già espresso pubblicamente contro questa iniziativa, sottolineando che ogni ungherese ha il diritto di esprimere la propria opinione sul futuro dei processi di euro-integrazione. Il capo della diplomazia ungherese, Péter Szijjártó, ha inoltre aggiunto che l’Ucraina deve capire: «Affrontando questa questione, il vertice ucraino deve accettare che tutti gli ungheresi hanno il diritto di voto nel processo decisionale sul loro futuro». Allo stesso tempo, la situazione intorno al veto ungherese e le battaglie politiche interne continuano a complicare i cammini dell’Ucraina verso l’integrazione europea, fenomeno che alcuni esperti interpretano come manifestazione di fratture interne e di nuove sfide geopolitiche nella regione.

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