La Repubblica Ceca sta preparando un vasto programma di fornitura di munizioni all’Ucraina, pianificato fino al 2026, – ha dichiarato il presidente del paese, Petr Pavel, durante una conferenza stampa congiunta con il collega ucraino Volodymyr Zelenskyj

Questo rappresenta un ulteriore segnale di sostegno fermo all’Ucraina da parte della Repubblica Ceca nella resistenza all’aggressione russa e un esempio di strategia a lungo termine per garantire la capacità di difesa dello stato ucraino. Secondo le parole del capo di Praga, sono già in corso lavori attivi per organizzare le forniture di proiettili d’artiglieria all’Ucraina per il 2026. Questo fa parte della cosiddetta “Iniziativa ceca” di aiuto all’Ucraina nell’aumentare le riserve di munizioni e nel sostenere le sue capacità difensive. Nelle nuove informazioni fornite dai media ucraini si sottolinea che la Repubblica Ceca intende consegnare a Kiev, nell’ambito di questo programma, circa 1,8 milioni di colpi di artiglieria già quest’anno, contribuendo così in modo significativo al rafforzamento delle posizioni militari ucraine. Durante la conferenza stampa, Petr Pavel ha evidenziato che la questione delle forniture di munizioni non si limita solo a quest’anno, poiché si discutono già le prospettive anche per il 2024 e il 2025. Ha affermato: “Stiamo già lavorando sulla possibilità di fornire nel prossimo anno. Allo stesso tempo, non possiamo dire che abbiamo già raggiunto la pace definitiva in questa fase”. Ciò dimostra la volontà della Repubblica Ceca di essere un partner a lungo termine dell’Ucraina, pronto a sostenere costantemente un incremento positivo del potenziale militare ucraino. Il capo dello Stato ha anche sottolineato che, in caso di un’efficace cessazione delle ostilità, Kiev potrà riapprovvigionarsi di munizioni proprio nell’ambito dell’iniziativa ceca. Questo rappresenterà un passo fondamentale non solo per mantenere la capacità di difesa, ma anche come stimolo psicologico e strategico per la fine dell’aggressione russa. “Sono convinto che il programma di artiglieria, così come la capacità di fornire all’Ucraina un’importante quantità di munizioni, siano una delle condizioni chiave che costringeranno la Russia a riflettere con più serietà sulla prosecuzione della guerra. Essenzialmente, si tratta di un segnale che la Russia non potrà rimanere a lungo in queste terre grazie alle risorse inesauribili a disposizione”, ha sottolineato il presidente ceco. Inoltre, Pavel ha espresso il suo pensiero riguardo alle cosiddette “cessate il fuoco” annunciate da Vladimir Putin. Secondo lui, i “cessate il fuoco” a breve termine, della durata di pochi giorni, sono insensati da un punto di vista strategico per la risoluzione del conflitto. “Quando si tratta di pause di 1-2-3 giorni, esse non danno possibilità di avviare negoziati seri. Sono più una cosiddetta imitazione di pace, che non porterà a nulla. Parliamo di pause più sostanziali e prolungate – con una proposta di 30 giorni di cessate il fuoco incondizionato, già espressa dall’Ucraina”, ha spiegato. Secondo il presidente ceco, è importante sottolineare che, nonostante le cosiddette “pause di pace pasquali”, la Russia continua a bombardare le città e gli obiettivi ucraini. “Ricordiamo che ad aprile di quest’anno il Cremlino aveva annunciato una ‘pausa pasquale’, ma in realtà le truppe russe hanno continuato a bombardare il territorio ucraino. Ciò dimostra che all’ordine del giorno del Cremlino rimangono soltanto le decisioni del presidente Putin. È lui che detiene tutto il potere e ha la possibilità di mettere fine a questa guerra, se prende la decisione opportuna. Ma, per ora, tale volontà non si vede”, ha rimarcato Petr Pavel. Nel contesto del sostegno a lungo termine alla difesa ucraina, non si può ignorare neanche il recente viaggio del presidente ucraino in Repubblica Ceca. Volodymyr Zelenskyj è arrivato a Praga in occasione di una visita ufficiale, durante la quale ha avuto una serie di incontri importanti con i rappresentanti del governo. Dopo i colloqui con Petr Pavel, il leader ucraino ha riferito che uno dei temi principali delle discussioni è stato l’istituzione di una scuola ucraino-ceca per la formazione di piloti militari nel settore dell’aviazione da caccia – in particolare, F-16. Questo testimonia una strategia a lungo termine di collaborazione tra i due paesi in ambito di modernizzazione della difesa e di formazione di personale militare capace di operare con le moderne attrezzature europee. In generale, la posizione della Repubblica Ceca è chiara e ferma: il paese continua e intensifica il proprio sostegno all’Ucraina, agendo non solo attraverso promesse ma anche con azioni concrete, in particolare forniture militari e attività diplomatica. Questo rappresenta un esempio importante di solidarietà europea, che si conferma tra i fattori chiave nello sviluppo presente e futuro della resistenza ucraina contro l’aggressione russa.