Il candidato ultradestrorso Simion conduce les campagne elettorali in Romania: secondo i primi dati degli exit poll, è in testa nella corsa presidenziale

Chas Pravdy - 04 Maggio 2025 21:28

Da tempo, nel panorama politico del paese, dominavano varie forze, ma ora al primo piano emerge il nome di George Simion, leader del partito radicale AUR, che nel primo turno ha ottenuto circa dal trenta al trenta-tre percento dei voti. Questo risultato elevato ha sorpreso molti analisti ed è emblematico dell’umore in crescita tra una parte dell’elettorato romeno, desideroso di cambiamenti radicali e deluso dalle forze politiche tradizionali. Secondo fonti della televisione romena Digi24, la lotta per il secondo posto si sta svolgendo in modo intenso e complesso. Si contendono la posizione l’Antonescu, candidato sostenuto dalla coalizione politica formata dai partiti PSD, PNL e UDMR, e l’indipendente Nikushor Dan. Entrambi i candidati hanno livelli di supporto molto vicini – attorno al 21-23%. Questi numeri indicano uno scenario complicato, in cui uno dei due, probabilmente, otterrà indirettamente il secondo biglietto per il secondo turno, previsto per il 18 maggio. Lo stesso candidato avversario di Simion, descritto come pro-Russo e con alcune critiche all’UE, non ha ancora ricevuto ufficialmente conferma, e i risultati del voto devono ancora essere conteggiati e resi pubblici. È chiaro che questa fase porterà tensione e sorprese, poiché il favorito con un’immagine ultradestra si sta ormai assicurando di fatto un posto nel secondo turno. È interessante anche lo sfondo di questa campagna presidenziale: il 4 maggio si è già svolto un secondo ciclo di voto – poiché le elezioni precedenti, tenutesi a novembre 2024, sono state annullate a causa di sospetti di interferenze esterne. Secondo quanto riferito, soggetti esterni, tra cui russi, hanno cercato di influenzare l’esito sostenendo nazionalisti come Călin Georgecu. Nonostante il suo rifiuto di candidarsi ufficialmente, Georgecu è stato successivamente escluso dal processo, e la sua partecipazione alle elezioni rimane in discussione. Nel frattempo, George Simion ha dichiarato che il suo possibile trionfo aprirà la strada alla nomina di figure di leadership per Georgecu, che ufficialmente è stato vietato di candidarsi. Questa dichiarazione provocatoria evidenzia le tensioni e il quadro politico che sta prendendo piede, e potrebbe portare a cambiamenti imprevisti in futuro. Pertanto, il prossimo secondo turno delle elezioni presidenziali in Romania si preannuncia teso e determinante per il futuro sviluppo del paese, e i risultati che usciranno prima del 18 maggio saranno un importante indicatore degli umori sociali e politici, nonché degli equilibri geopolitici nella regione dell’Europa centrale e orientale.

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