Donald Trump ha espresso sorpresa e allo stesso tempo pessimismo riguardo alla possibilità di risolvere il conflitto tra Ucraina e Russia, ipotizzando che la guerra mondiale, che dura ormai da oltre tre anni, potrebbe finire senza nulla di fatto a causa dell’profonda e, secondo lui, “enorme odio” tra le parti

Chas Pravdy - 04 Maggio 2025 17:37

In un'intervista a NBC News, l'ex presidente degli Stati Uniti e candidato alla presidenza ha manifestato la sua visione pragmatica, ma anche un po’ triste, sulla probabilità di raggiungere la pace sul fronte ucraino. Le sue parole sono riportate dalla pubblicazione ucraina "European Pravda". Alla domanda se lui creda nella possibilità di risolvere la crisi mediante negoziati diplomatici, Trump ha ammesso di essere stato più volte sul punto di rinunciare al ruolo di mediatore, argomentando che la situazione sembra senza speranza a causa dell'profonda e travolgente ostilità tra le parti coinvolte nel conflitto. "A volte pensavo di mollare, di tirare via la mano da questa questione, perché sembrava che nulla cambiasse. Ma poi accadevano alcuni momenti positivi che mi tenevano sulla strada giusta", ha detto Trump. Ha sottolineato che, sebbene adesso gli sforzi di pace appaiano difficili, questo lavoro diplomatico non sia ancora terminato, e non esclude di poter intervenire di nuovo nel processo. "Arriverà il momento in cui dirò: 'Va bene, continuate pure. Continuate a essere imbecilli e a combattere'", ha aggiunto. Tuttavia, secondo l’ex presidente, il raggiungimento di un reale accordo tra rappresentanti politici e militari occidentali e russi appare improbabile a causa dell’profonda ostilità. "Forse è impossibile, – ha ammesso Trump. – Ma bisogna tener presente che tra Zelensky e Putin, così come tra i loro militari e generali, c’è un odio tale che è difficile da superare. Sono in guerra da tre anni, e questa idea armata ha unito tutti in questa lotta intransigente. Tuttavia, nonostante tutto, nutro la speranza che possiamo avere buone possibilità di cambiare qualcosa in meglio, di trovare questa via per la pace", ha concluso. Questa opinione di Trump è emersa sullo sfondo di una crescente tensione tra le cerchie diplomatiche degli Stati Uniti riguardo ai possibili passi nel conflitto russo-ucraìno. Nelle ultime ore, martedì, il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che Washington è pronta a ridurre la propria attività e a rinunciare al ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina, qualora non si registri un progresso sostanziale nei negoziati. In risposta, il Dipartimento di Stato ha comunicato un cambio di rotta nelle strategie diplomatiche, annunciando l’intenzione di assumere una posizione più passiva nel tentativo di rilanciare il processo di pace, sottolineando che gli Stati Uniti rimangono comunque pronti a sostenere l’Ucraina, ma senza un intervento diretto nel processo diplomatico. La situazione rimane quindi tesa. Indipendentemente dalle ambizioni e speranze di molti leaders mondiali, le possibilità di una fine rapida e sorprendente della guerra sembrano sempre meno realistiche. La profonda ostilità, la volontà di mantenere lo status quo e l’assenza di una visione condivisa del futuro costringono esperti e politici a prendere sul serio la prospettiva di un conflitto prolungato, estenuante, senza una luce evidente in fondo al tunnel diplomatico.

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