ЦАХАЛ почав масштабну мобілізацію резервістів для підтримки розширення військової операції в Газі – ЗМІ

Chas Pravdy - 04 Maggio 2025 01:33

Nella giornata di sabato, le forze armate israeliane hanno compiuto un'ulteriore mossa per rafforzare la loro campagna militare nella Striscia di Gaza, inviando centinaia di migliaia di convocazioni di riservisti con un appello alla raccolta urgente. Secondo quanto riportato dai media e dall’agenzia Reuters, citando fonti israeliane, questa iniziativa fa parte dei preparativi per un attacco su vasta scala contro i combattenti di Hamas, che potrebbe in generale modificare la natura del conflitto nel sud del paese. Secondo le comunicazioni, gli ordini di arruolamento sono stati inviati contemporaneamente a una possibile ripresa delle operazioni militari su vasta scala nella regione. Secondo dati ufficiali, l’Armata di Difesa di Israele (IDF) ha comunicato che nella sera di sabato decine di migliaia di riservisti hanno ricevuto ordini di unirsi alle unità di combattimento. Questa decisione è stata presa nel quadro dei piani delle forze armate di intensificare significativamente la pressione su diversi fronti, in particolare nella Striscia di Gaza, dove la situazione rimane tesa. Secondo le ultime informazioni, durante consultazioni sulla sicurezza tenutesi venerdì, al primo ministro Beniamino Netanyahu sarebbe stato presentato un piano dettagliato di una vasta offensiva a Gaza, che prevede una mobilitazione aggiuntiva di mezzi e personale per raggiungere gli obiettivi prefissati. Già domenica è pianificato un incontro del governo sulla sicurezza, durante il quale i ministri dovranno approvare una decisione militare e definire le successive mosse. Nell’ambito della preparazione, i riservisti verranno distribuiti in punti strategici – vicino al confine con il Libano e sulla Cisgiordania occupata, dove sostituiranno le unità regolari. Questa mossa mira non solo a rafforzare la presenza militare nella regione, ma anche a potenziare le capacità per un’offensiva su vasta scala a Gaza, destinata a coinvolgere intense battaglie e a prolungare il conflitto. Preistoria del conflitto: cosa ha preceduto questi eventi Grazie alle precedenti relazioni dei media, si può tracciare un quadro secondo cui la situazione a Gaza è tra le più tese degli ultimi anni. Alla fine di aprile, a Il Cairo si sono svolte negoziazioni diplomatiche riguardanti un cessate il fuoco tra Israele e i rappresentanti di Hamas, che, secondo fonti, sarebbero vicini a un accordo di rottura. Tuttavia, l’accordo finale è fallito a causa di divergenze sulla linea dell’accordo, in particolare sulla disarmo dei combattenti palestinesi, che rimaneva come principale ostacolo a un compromesso. In precedenza, a gennaio, un portavoce ufficiale del governo israeliano aveva confermato che le parti avevano raggiunto un accordo di cessate il fuoco e di scambio di ostaggi. Tuttavia, dopo poche settimane, Hamas si è rifiutata di liberare gli ostaggi, portando ad un aumento delle tensioni e al ripristino delle operazioni militari. Di conseguenza, il 18 marzo, le forze israeliane hanno ripreso operazioni su vasta scala a Gaza, mirate ad eliminare i centri terroristici e a controllare la situazione. I mesi successivi sono stati contraddistinti da sforzi diplomatici prolungati e periodi di calma alternati a improvvise esplosioni di violenza. Già a marzo, l’organizzazione palestinese Hamas aveva accettato le proposte internazionali di cessate il fuoco, tuttavia, come si vede, questi accordi non hanno avuto una lunga durata. Di conseguenza, la situazione in Medio Oriente rimane estremamente tesa, con un potenziale di nuove escalation che aumenta significativamente. In definitiva, la recente decisione di Tsahal di una mobilitazione su vasta scala dei riservisti riposiziona la regione sulla soglia di una nuova ondata di violenza. Le mosse militari israeliane appaiono come parte di una strategia più ampia con diversi fronti e un livello di preparazione approvato dal Ministero della Difesa. Il tempo dirà quali obiettivi sinceramente raggiungerà la leadership israeliana e quali saranno le conseguenze politiche e umanitarie di questa nuova escalation del conflitto.

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