Washington prepara nuove sanzioni economiche contro la Russia, che indicano una situazione di tensione nelle relazioni tra gli Stati Uniti e il Cremlino
Secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, i funzionari americani hanno completato la preparazione di possibili misure restrittive rivolte ai settori chiave dell’economia russa e alle grandi aziende statali. Fonti vicine all’amministrazione riferiscono che al centro delle azioni attuali ci saranno il gigante energetico "Gazprom" e anche le principali aziende operanti nei settori delle risorse naturali e della finanza. Il quotidiano sottolinea che i dettagli di queste sanzioni rimangono ancora incerti, garantendo che la posizione ufficiale sulla loro attuazione non sia ancora stata definitivamente definita. Secondo le fonti, la decisione di approvarle dipenderà dal presidente Donald Trump, la cui posizione politica nei confronti di Mosca rimane attualmente ambigua. Ufficialmente, l’amministrazione afferma che qualsiasi passo sarà concordato con il presidente e sarà condizionato dal contesto degli eventi internazionali. In particolare, nei rapporti si evidenzia che lo sviluppo di nuove sanzioni avviene sullo sfondo di un crescente disincanto riguardo alla politica statunitense verso la Russia. Secondo fonti di Reuters, l’amministrazione Trump non nasconde l’intenzione di intensificare la pressione sulla Russia come risposta alle sue azioni, tra cui l’inosservanza di Mosca agli appelli a cessare il fuoco e iniziare negoziati di pace in Ucraina. Ciò suggerisce la possibilità di un rafforzamento delle misure restrittive, con conseguenze economiche potenzialmente ancora più significative per la Russia. È importante sottolineare che la decisione di adottare tali sanzioni dipende completamente dalla volontà di Trump, che in passato non ha nascosto le proprie simpatie o, al contrario, delusioni riguardo alla politica di Mosca. Un alto funzionario dell’amministrazione ha confermato che tutte le azioni in questa direzione devono essere firmate dal presidente, e secondo lui, "questa è totalmente sua decisione." Aggiunge inoltre il portavoce della National Security Council, James Huit, che l’amministrazione si concentra sul raggiungimento degli obiettivi di cessare le agresioni della Russia, anche se i dettagli delle attuali negoziazioni diplomatiche rimangono riservati. Il Ministero delle finanze degli Stati Uniti, che si occupa di attuare la maggior parte delle misure sanzionatorie, attualmente evita di rilasciare commenti, senza fornire ulteriori dettagli sui futuri passi. Tuttavia, Reuters nota che l’approvazione di eventuali nuove sanzioni potrebbe rappresentare un importante segnale da parte della Casa Bianca prima della firma, prevista per mercoledì, di un accordo tra gli USA e l’Ucraina riguardo allo sfruttamento delle risorse minerarie. Secondo gli esperti, questa mossa non solo dimostrerà la fermezza della posizione di Washington nei confronti del Cremlino, ma potrebbe anche far parte di un più ampio gioco diplomatico. In generale, la tensione tra Stati Uniti e Russia continua a crescere, e ciò si riflette anche sulle prospettive di un accordo pacifico sul conflitto in Ucraina. Secondo le notizie dei media, recentemente l’amministrazione Trump avrebbe intensificato gli sforzi per trovare soluzioni di compromesso. Secondo fonti, Washington ha preparato una "proposta definitiva" per una soluzione pacifica, che include, tra l’altro, il riconoscimento del controllo russo sulla Crimea ucraineanizzata e anche una riduzione delle misure restrittive. In particolare, Reuters ha ottenuto i testi di documenti e proposte trasmessi agli ufficiali ucraini ed europei durante i negoziati a Londra. I documenti parlano di possibili compromessi che potrebbero cambiare l’attuale corso del conflitto, ma rimangono oggetto di lunghe discussioni e negoziati diplomatici. È evidente che le future decisioni degli Stati Uniti su questa questione avranno un impatto significativo sulla situazione nella regione, nonché sul futuro della stabilità e della sicurezza internazionale. Nel frattempo, si svolgono negoziati e consultazioni, che testimoniano l’elevata complessità e multifaceted della diplomazia in corso.