Pakistan ha condotto un test con successo di un missile balistico, segnando un ulteriore segnale di tensione nella regione in un momento di escalation delle relazioni con l’India

Chas Pravdy - 03 Maggio 2025 20:28

Questo evento ha suscitato preoccupazioni a livello internazionale e sollevato interrogativi sull’escalation del conflitto nella regione del Kashmir. Sabato 3 maggio, da un poligono militare in Pakistan è stato lanciato un missile balistico Abdali, in grado, secondo gli esperti militari, di raggiungere obiettivi a distanze fino a 450 chilometri. Non si tratta semplicemente di una prova di armamento, ma di un passo strategico nel contesto dell’aumento delle tensioni tra le due nazioni nucleari. Secondo rappresentanti militari del paese, l’obiettivo principale del test era verificare la prontezza al combattimento del sistema missilistico e le sue caratteristiche tecniche, in particolare i sistemi di navigazione e la manovrabilità in caso di correzioni della traiettoria durante il volo. Già alcune alte cariche hanno commentato l’evento. Il presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, e il primo ministro, Shahbaz Sharif, hanno congratulato i sviluppatori per il buon esito dei test nelle loro dichiarazioni, sottolineando l’importanza di questo passo per rafforzare la capacità difensiva del paese. Contestualmente, le forze armate locali affermano che il lancio è stato effettuato in una direzione che non rappresenta una minaccia diretta al territorio indiano, ma è stato indirizzato verso il Mar Arabico o in direzione della regione desertica del Balucistan. Il significato di questo evento è ancora più rilevante alla luce dell’aumento della tensione nella regione. Il 29 aprile, il ministro della Difesa del Pakistan, Khawaja Muhammad Asif, ha rilasciato una dichiarazione sconvolgente circa una possibile escalation militare — secondo le sue parole, dopo l’attacco recente ai turisti nel Kashmir, un’invasione militare indiana è quasi inevitabile. L’attacco ai turisti a Pahalgam, avvenuto il 23 aprile, ha causato la perdita di 26 vite e rappresenta il più grande attacco degli ultimi anni in quella contesa regione del Kashmir. Questo episodio ha generato notevole tensione e indignazione tra gli ambienti politici e militari pakistani. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con preoccupazione gli sviluppi della situazione. Gli esperti sottolineano che test di questo tipo possono portare a una destabilizzazione ulteriore della regione, poiché entrambi i paesi dispongono di armi nucleari e sono coinvolti in un conflitto storico di lunga data. La detenzione di nuovi tipi di missili aumenta i rischi di scenari imprevedibili e rende più difficile una risoluzione diplomatica delle controversie. Per ora, i canali diplomatici di entrambe le parti restano aperti, ma l’escalation di dimostrazioni militari potrebbe rapidamente evolversi in un conflitto più ampio. Considerando i recenti test e le dichiarazioni dei politici, si può concludere che la regione rimane sotto tensione e che la situazione nel Kashmir continua a rappresentare un potenziale pericolo per la pace e la stabilità del Sud Asia.

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