Медведєв і Захарова minacciano Zelensky: «Il 10 maggio a Kiev potrebbe anche non arrivare»

Nel mezzo delle tensioni crescenti intorno ai futuri eventi a Kiev e Mosca, l’ex primo ministro russo e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza della RF, Dmitry Medvedev, e la portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, hanno risposto in modo cinico e aperto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, affermando che la data dell’9 maggio – il Giorno della Vittoria – potrebbe facilmente diventare l’ultima per Kiev quest’anno. Le loro dichiarazioni sono state diffuse sui social network, in particolare su Telegram, e vogliono sottolineare le possibili conseguenze del rifiuto da parte ucraina di accettare il cessate il fuoco dichiarato dalla Russia di tre giorni. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza della RF, Dmitry Medvedev, commentando il rifiuto di Zelensky di garantire la sicurezza degli ospiti di Mosca il 9 maggio, non ha nascosto il suo sdegno. Secondo lui, le parole del leader ucraino suonano come una provocazione che potrebbe destabilizzare la situazione. Nella sua interpretazione, si afferma che il presidente ucraino non ha la possibilità di garantire la sicurezza dei propri cittadini e degli ospiti a Kiev. «E chi cerca le sue garanzie? Questo è semplicemente una provocazione verbale. Niente di più. Ghenad’ia comprende bene: in caso di una vera provocazione nel Giorno della Vittoria, nessuno garantisce che a Kiev non accadrà la stessa cosa degli anni precedenti», ha dichiarato Medvedev. Contemporaneamente, Maria Zakharova ha fatto una dichiarazione ancora più acuta, accusando Zelensky di tradire i propri veterani. Nel suo post, ha sottolineato che il presidente ucraino «ha toccato il fondo», minacciando con pericoli di natura fisica non solo politici e rappresentanti del governo, ma anche i veterani che in questa giornata festiva devono partecipare a parate e cerimonie ufficiali. Secondo lei, queste dichiarazioni sono particolarmente ciniche e ingiuste. «Le sue parole sul fatto che «non garantisce la sicurezza il 9 maggio sul territorio della Russia» sono una vera e propria minaccia e un chiaro segnale di sfida. È una manifestazione di disprezzo verso i veterani e tutti coloro che apprezzano la memoria della vittoria», ha sottolineato Zakharova. Queste dichiarazioni sono arrivate mentre il presidente Volodymyr Zelensky non ha supportato l’idea del leader russo Vladimir Putin di un cessate il fuoco di tre giorni in questa giornata simbolica per la Russia. l’Ucraina ha chiaramente espresso la propria posizione e ha dichiarato che non fermerà il fuoco, mentre Mosca cerca di mantenere un’atmosfera di «unità» in vista del 9 maggio, sottolineando l’importanza del festeggiamento e della dimostrazione di forza. Le minacce e le provocazioni da parte delle autorità russe indicano che la situazione può deteriorarsi rapidamente, e che la data del 10 maggio potrebbe diventare quella di nuovi crisi per l’Ucraina — oppure, al contrario, un giorno significativo di tensione protratta tra i due paesi. Tuttavia, al momento, le parti ufficiali di entrambe le nazioni mantengono il silenzio sui piani futuri, lasciando spazio a numerosi scenari e sottolineando i potenziali rischi nascosti nella zona grigia tra diplomazia ed eventuale escalation. Così, in questo terribile gioco tra Russia e Ucraina, ogni mossa si trova sulla soglia del rischio e della provocazione. Mentre Mosca minaccia di conseguenze per i Kievani e Kiev rifiuta di sottostare al ricatto, il mondo osserva con apprensione gli sviluppi che potrebbero cambiare il corso della storia. La storia, a quanto pare, non perdona le provocazioni — e ricorda sempre più forte il prezzo che si paga per l’indipendenza e la libertà del popolo ucraino.