L’India riduce il suo livello di partecipazione governativa alle celebrazioni militari a Mosca il 9 maggio, segnando una svolta sorprendente nei rapporti diplomatici del paese con la Russia, che in passato erano stati piuttosto caldi e amichevoli

Chas Pravdy - 03 Maggio 2025 18:42

È noto che, a causa della crescente tensione nella regione e dell'aumento di conflitti con il vicino Pakistan, le autorità indiane hanno deciso di ridurre il livello di rappresentanza ufficiale alla principale celebrazione militare dell’anno, che ricorda la vittoria dell'Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale. In particolare, il Ministro della Difesa del paese, Rajnath Singh, non prenderà parte alla tradizionale parata militare, che ogni anno raduna a Red Square migliaia di militari, alti funzionari e delegazioni da tutto il mondo. Secondo le fonti preliminari, l'India potrebbe essere rappresentata dal vice ministro della Difesa, S. S. Sankaran, anche se questa presenza non è stata ancora confermata ufficialmente da testimoni o fonti diplomatiche. Secondo quanto riportato da The Hindu, le autorità hanno comunicato questa decisione facendo riferimento a ragioni interne e a una strategia di evitare troppa visibilità mediatica internazionale, in un contesto di relazioni complicate con la Russia. La decisione di non partecipare alla parata di Mosca ignora l’invito inviato dalla Russia allo stesso primo ministro Narendra Modi – in occasione dell’80ª commemorazione della vittoria dell'URSS sulla Germania nazista, uno dei simboli più importanti della memoria storica per la Russia e i suoi compatrioti. Inizialmente si prevedeva che Modi rappresentasse l’India in questo evento di rilevanza mondiale, ma, a causa di nuove sfide politiche e di sicurezza, la sua visita è stata cancellata. Questo è il primo caso negli ultimi anni in cui alte cariche indiane si astengono dall partecipare alle cerimonie militari a Mosca in occasione della Giornata della Vittoria. Il vice ministro della Difesa, S. S. Sankaran, potrebbe aprire una strada per una partecipazione più contenuta di quello che era previsto in precedenza, suggerendo un possibile cambiamento nella politica diplomatica dell’India verso la Russia in questa giornata di grande importanza storica. Mentre le autorità russe continuano a inviare inviti calorosi ai rappresentanti stranieri di alto rango, il tono diplomatico dell’India si è fatto più riservato, e la sua leadership ha espresso pubblicamente la crescente tensione nella regione. Questa situazione è complicata dal fatto che anche il panorama politico nei paesi dell’Europa dell’Est e dei Balcani si è evoluto in un contesto particolare. In Serbia, ad esempio, il presidente Aleksandar Vučić, in vista delle celebrazioni ufficiali, aveva annunciato la sua intenzione di visitare Mosca il 9 maggio, con il sostegno di Putin. Tuttavia, già il 3 maggio si è saputo che è stato ricoverato in un ospedale militare a causa di problemi di salute gravi, il che rende difficile un suo coinvolgimento diplomatico in questo periodo. Nel frattempo, la posizione dei leader ucraini rimane invariata: l’Ucraina ha chiaramente dichiarato di non poter garantire la sicurezza delle delegazioni straniere che desiderano recarsi a Mosca per partecipare ai festeggiamenti. La vicepresidente della principale diplomazia europea, Kaja Kallas, ha recentemente esortato i leader dei paesi europei a NON visitare Mosca il 9 maggio, sottolineando l’importanza della solidarietà con l’Ucraina e dimostrando unità nel contrasto all’aggressione russa. Ella e altri funzionari europei insistono che la loro priorità è sostenere le chiamate diplomatiche e evitare una partecipazione ufficiale alle celebrazioni militari di Mosca. Tra le nazioni più libere di decidere indipendentemente, e considerando gli inviti ricevuti dal Cremlino, ci sono anche alcune che destano preoccupazione. Con il primo ministro slovacco Robert Fico, nelle sue recenti dichiarazioni pubbliche e interviste, si è discusso della possibilità di visitare Mosca il 9 maggio. Questo genera opinioni contrastanti e mette in dubbio l’unità europea su questioni di politica verso la Russia, soprattutto in vista di ulteriori round di sanzioni e decisioni diplomatiche a livello internazionale. In generale, la situazione riguardante la partecipazione di vari paesi alle celebrazioni del 9 maggio a Mosca entra in una nuova fase, riflettendo un mondo più complesso e multipolare. Allo stesso tempo, questi eventi diventano un banco di prova per capire le tendenze, le strategie e la volontà politica delle nazioni rispetto alla Russia, al suo ruolo nel sistema globale e ai propri orientamenti di sviluppo in un mondo che si fa sempre più ricco di sfide e manovre diplomatiche.

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