Secondo i servizi di intelligence occidentali, Vladimir Putin potrebbe aver riorientato i propri obiettivi militari, con conseguenze rivoluzionarie per lo svolgimento della guerra contro l’Ucraina

Chas Pravdy - 02 Maggio 2025 10:42

Le informazioni fornite da CNN, citando fonti anonime, indicano un cambiamento nell’approccio strategico della leadership russa. Invece di un’occupazione globale dell’intera Ucraina o di un conflitto prolungato, Putin si concentrerebbe ora sul rafforzamento dei territori già occupati e sulla risoluzione dei problemi economici interni di un paese che attraversa uno dei periodi più difficili degli ultimi anni. Questa trasformazione nell’approccio del leader russo è stata una sorpresa per molti analisti, dato che ancora pochi mesi fa le valutazioni ufficiali si basavano sull’idea che Putin vedesse in questa guerra un’opportunità di lunga durata, capace di portare a una vittoria strategica — la conquista di tutta l’Ucraina, la distruzione del suo potenziale militare e il ripristino dell’influenza russa nella regione. Le intelligence statunitensi e occidentali ipotizzavano che nel Cremlino ci fosse impulso a proseguire le operazioni militari, poiché le risorse e il potenziale umano sarebbero stati sufficienti per un’ulteriore fase attiva della lotta per ancora a lungo. Tuttavia, secondo i nuovi dati divulgati da CNN, la situazione sembra diversa. Fonti negli USA suggeriscono che Putin potrebbe cambiare tattica, concentrandosi su obiettivi a breve termine, tra cui la gestione dei territori occupati e la stimolazione dei processi economici interni. Ciò sarebbe confermato dai segnali che indicano come il leader russo sia diventato più propenso a cercare un compromesso o una cosiddetta “riduzione temporanea delle ostilità”, tenendo conto dei cambiamenti nella situazione politica ed economica della Russia. Al tempo stesso, le rassicurazioni sulla possibile disponibilità di Putin a negoziare e firmare un accordo di pace suscitano scetticismo tra i paesi occidentali. Le autorità ufficiali sottolineano che, anche in caso di firma, la Russia difficilmente rinuncerà alle sue ambizioni a lungo termine — il rinnovato controllo sulla massima quantità di territori ucraini, soprattutto quelli storicamente e culturalmente significativi per la narrazione imperiale russa. Secondo alcuni alti funzionari statunitensi, questa potrebbe essere una mossa tattica finalizzata a mettere il Cremlino nella condizione di girare la situazione a suo favore, ad esempio riducendo la tensione e creando l’illusione di un cessate il fuoco, mentre mantiene aperta la prospettiva di tornare in guerra nel prossimo futuro per raggiungere obiettivi strategici. Uno di questi obiettivi è il ripristino del controllo sui territori ucraini, in particolare nelle regioni che Mosca considera “ossa della civiltà russa”. Secondo alcuni analisti, questa convinzione rappresenta il cuore dei piani a lungo termine del Cremlino. Analizzando la politica interna e le manovre diplomatiche del Cremlino, va notato che la Russia potrebbe accondiscendere alle pressioni degli USA e degli altri paesi occidentali limitando i propri obiettivi per migliorare le relazioni, pur mantenendo ambizioni massimaliste. Un alto funzionario europeo, ben informato su tali dinamiche, osserva che Mosca potrebbe “giocare” con gli Stati Uniti anche attraverso un temporaneo silenzio tattico, sfruttando questo periodo per rafforzare la pressione militare ed economica, mobilitare l’informazione e la sfera politica al fine di raggiungere le sue finalità a lungo termine. All’inizio di quest’anno, i servizi di intelligence statunitensi avevano ripetutamente avvertito i propri consulenti che il controllo sull’Ucraina rimaneva una delle principali fantasie di Putin e che avrebbe potuto sfruttare qualsiasi mossa frettolosa della nuova amministrazione degli Stati Uniti per attuarla. Secondo valutazioni di intelligence, Putin cerca di cogliere ogni opportunità per riprendere il pieno controllo della situazione, il che molto probabilmente significa prepararsi a nuovi attacchi militari. I continui cambiamenti nella tattica della leadership russa e il desiderio di Mosca di non perdere la faccia aumentano la tensione e l’incertezza nel contesto politico globale. Per l’Ucraina e i suoi alleati, ciò rappresenta un rischio supplementare — la lotta per l’influenza strategica nella regione potrebbe riprendere lo stato attivo, se Putin decidesse che gli obiettivi a breve termine sono stati raggiunti e fosse giunto il momento di una nuova espansione. Pertanto, la situazione rimane estremamente dinamica e imprevedibile. È fondamentale seguire attentamente i nuovi segnali provenienti dal Cremlino, così come valutare se proprio da questi manovre a breve termine potrebbe dipendere il futuro non solo dell’Ucraina, ma di tutta la regione. Le forze ucraine, i politici e gli alleati devono prepararsi a qualunque scenario, poiché i rischi sono molto elevati.

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