In Costa Azzurra è stato arrestato il figlio dell’ex presidente della società “Motor Sich” — Vyacheslav Boguslaiev, rappresentando così una nuova tappa importante nelle indagini sui vasti crimini finanziari legati al gigante industriale ucraino

Chas Pravdy - 02 Maggio 2025 09:33

L’attività operativa congiunta del personale del Servizio di Sicurezza dell'Ucraina, dei rappresentanti dell’Ufficio del Procuratore Generale e delle strutture diplomatiche dei paesi partner si è conclusa con l’arresto di Oleksandr Boguslaiev nell’esclusivo ambiente turistico di Monte Carlo. Secondo fonti ufficiali, gli investigatori hanno stabilito che proprio questo giovane uomo — in collaborazione con il padre — partecipava a uno schema che ha portato a ingenti operazioni finanziarie fraudulent. Si sottolinea inoltre che, ancor prima dell'inizio della guerra di Russia contro l'Ucraina, Oleksandr Boguslaiev ha attivamente contribuito alla presa di controllo di una quota di partecipazione della società statale "Motor Sich" e alla successiva rivendita, rimanendo inosservato dalle autorità. Secondo le indagini, le azioni dell’indagato e di suo padre sono strettamente legate a un’estesa attività di riciclaggio di denaro illecito. Le attività militari che hanno portato alla sottrazione di asset di "Motor Sich" destano da tempo preoccupazione nel sistema giudiziario ucraino. Gli esperti affermano che, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, Vyacheslav Boguslaiev, già prima della grande aggressione militare russa contro l'Ucraina, aveva organizzato una campagna mirata, che includeva la manipolazione artificiale del valore delle azioni dell’azienda attraverso la falsificazione di documenti di inventario. Ciò gli aveva consentito di ottenere il controllo del 65% delle azioni della società a un prezzo sottostimato. Entrato nel controllo delle azioni tramite abusi, ha trasferito una parte rilevante delle stesse — tramite sei strutture offshore di sua proprietà e del suo figlio — a soggetti giuridici e intestazioni legali. Si segnala che gli indagati hanno organizzato un’enorme rete di legalizzazione di attivi illeciti, rivendendoli a società estere. Nel tentativo di nascondere le tracce delle attività criminose e di utilizzare i fondi illeciti per il profitto personale, i criminali hanno acquistato proprietà di lusso in paesi dell’Unione Europea, confermando così la portata delle loro operazioni finanziarie illecite. Nell’ambito di un’indagine internazionale, sono stati condotti numerosi perquisizioni presso l’abitazione del fermato in una villa sulla Costa Azzurra, così come nelle abitazioni di persone affiliate a Zaporizhzhia. Questo ha consentito di raccogliere prove supplementari e di sequestrare documenti che confermano l’attività criminale. A Oleksandr Boguslaiev è stata formalmente contestata l’accusa ai sensi della parte terza dell’articolo 209 del Codice Penale dell’Ucraina — il reato di riciclaggio (legalizzazione) di beni ottenuti tramite attività criminosa, commesso in modo organizzato e su grande scala. Si sa che con lui sono stati iscritti a ruolo anche il precedente CEO di "Motor Sich" — Vyacheslav Boguslaiev, già in carica durante la sua gestione. Attualmente si trova in custodia, mentre le sue azioni sono state ulteriormente qualificate sotto diversi capi di imputazione secondo la legislazione penale ucraina, tra cui la parte seconda dell’articolo 191 — appropriazione indebita di beni commessa attraverso abuso di ufficio, e altri articoli relativi all’organizzazione di un’ampia attività di legalizzazione di attività illecite. Nel mondo diplomatico e tra le forze dell'ordine si sottolinea che questo caso rappresenta uno degli scandali più rumorosi e complessi delle indagini della fine del 2023, dimostrando la determinazione degli inquirenti ucraini nella lotta contro i crimini globali mirati a portare all’estero gli attivi ucraini e a coprire schemi criminali attraverso la dimensione giuridica internazionale. Allo stesso tempo, avvocati ed esperti evidenziano che una condanna giusta e l’arresto all’estero sono passi fondamentali per contrastare reati di corruzione e rafforzare la cooperazione internazionale nel campo della giustizia.

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