In Azerbaijan sono state avanzate serie accuse di attacchi informatici su larga scala alla Russia, avvenuti nel febbraio 2025, causando una nuova escalation delle tensioni tra i due paesi nel campo della sicurezza digitale e degli interessi politici

Chas Pravdy - 02 Maggio 2025 17:40

Il presidente della commissione parlamentare contro le minacce ibride, Ramil Nmazov, ha reso pubblica questa informazione durante un'udienza pubblica il 2 maggio, basandosi sui risultati di indagini interne e sull'analisi della situazione. Secondo lui, l'attacco informatico avvenuto il 20 febbraio di quest'anno, rivolto ai media azero e alle strutture statali, è stato eseguito con l'aiuto del noto gruppo russo APT29, anche conosciuto come Cozy Bear. Questo gruppo è da tempo associato al servizio di intelligence militare russo (GRU), con attività mirate allo spionaggio su scala globale. Nmazov ha sottolineato che si sospetta che proprio questa organizzazione abbia tentato di penetrare nei sistemi digitali dell'Azerbaijan per ottenere informazioni riservate e disinformare i cittadini del paese. Il deputato ha evidenziato che le indagini hanno accertato la diretta implicazione di questo gruppo nel craking delle risorse mediatiche azere. Secondo lui, gli aggressori sono penetrati nelle reti dei media nazionali in anticipo, operando in gran parte nell'ombra, per preparare il terreno a un intervento cibernetico aperto. È importante sottolineare che questo attacco si è verificato nel contesto di conflitti politici e diplomatici tra Baku e Mosca. Ramil Nmazov ha spiegato dettagliatamente che la causa dell'attacco è stata la decisione politica delle autorità azere del 3 febbraio scorso — la chiusura in Baku della "Casa Russa" ospitata nel paese, a causa di violazioni normative. Questa decisione ha provocato reazioni negative a Mosca, e si prevede anche la sospensione dell'attività della filiale azera della stazione radio Sputnik, altro simbolo dell'influenza informativa russa nella regione. Nmazov ha sottolineato che proprio questi fattori sono stati i catalizzatori di un intervento cibernetico motivato politicamente, che si è tradotto in un'ampia operazione informatica contro l'Azerbaijan. Ritiene che Mosca, sfruttando le proprie risorse, miri a creare caos nel paese, disorganizzare il suo campo informativo e indebolirne l'immagine internazionale. Queste dichiarazioni sono giunte in un contesto di crescente tensione nelle relazioni russo-azere, che in passato erano state poco discusse pubblicamente, ma hanno ricevuto un nuovo impulso tra gennaio e febbraio. Secondo le fonti azere, la tensione nella regione si è acuita anche a causa di un incidente con un aereo della compagnia "Azerbaijan Airlines". Nel dicembre 2024, dopo l'interruzione di rotte, si è verificato un incidente tragico — un aereo abbattuto nelle vicinanze di Grozny, Cecenia, secondo fonti russe, da un sistema di difesa missilistica Pantsir-S. Questa versione è supportata da fatti e da fonti locali e insider, che affermano che il velivolo passeggeri abbattuto era entrato nel mirino del sistema di difesa russo dopo essere stato dirottato da una rotta dalla Russia al Kazakistan. Le indagini sono ancora in corso, e finora nessuna ragione ufficiale per il disastro è stata comunicata, anche se si ipotizza che possa essere stato un atto politico motivato. In generale, questi eventi dimostrano che nel territorio si sono riattivate tattiche ibride, utilizzate nella lotta contemporanea tra attori globali e regionali per amplificare il proprio potere, mostrare forza e destabilizzare gli avversari. L'Azerbaijan accusa costantemente la Russia di interferire nella sua politica interna ed estera tramite minacce informatiche e altri mezzi di combattimento contro i suoi oppositori, mentre Mosca e i suoi rappresentanti ufficiali negano o tralasciano queste accuse. La conflict in ambito digitale continua a intensificarsi e potrebbe diventare uno degli aspetti chiave delle future relazioni tra i due paesi nella regione del Caucaso.

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