Documenti interni delle Nazioni Unite svelano una vasta riforma in vista di una crisi di finanziamento

Chas Pravdy - 02 Maggio 2025 16:44

L’Organizzazione delle Nazioni Unite si prepara a grandi cambiamenti nella sua struttura e funzionamento per affrontare una delle sfide più grandi della sua storia di oltre 80 anni — la drastica riduzione dei finanziamenti da parte dei donatori, in particolare gli Stati Uniti. A causa di una grave crisi finanziaria, l’ONU sta considerando la possibilità di riorganizzazioni radicali, tra cui l’unificazione delle principali agenzie, l’ottimizzazione dei costi e il ridimensionamento del personale in sedi costose. Secondo un memorandum interno, arrivato a Reuters, il documento è stato preparato da un gruppo di lavoro appositamente costituito, guidato dal Segretario Generale António Guterres. Questo documento propone misure su larga scala volte a migliorare l’efficienza delle attività dell’organizzazione in risposta alla crescente pressione finanziaria. Nel piano preliminare si prevede la fusione e l’ottimizzazione di decine di agenzie internazionali. Una delle principali direzioni è la consolidazione di uffici come il Programma Alimentare Mondiale, UNICEF, OMS e l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, in una struttura umanitaria unica, che consentirà di ridurre le duplicazioni di funzioni, evitare dispersione di risorse e aumentare la rapidità delle risposte in situazioni di crisi. Tra le proposte anche la riduzione degli spazi ufficio: si prevede di trasferire parte del personale dalle capitali americane ed europee verso regioni meno costose, oltre a unificare gli uffici a Roma, come passo logico nell’ottimizzazione dei costi. Stando a fonti non ufficiali, il documento sottolinea che l’ONU sta attraversando una delle crisi più serie della sua storia — dall’inizio dell’anno, i principali donatori, tra cui gli Stati Uniti, sono diventati debitari di somme considerevoli. Secondo le fonti, gli Stati Uniti sono debitori di circa 1,5 miliardi di dollari per il bilancio regolare e oltre 1,2 miliardi per le operazioni di peacekeeping. Questo influisce significativamente sulle capacità dell’ONU di svolgere le sue funzioni fondamentali — assistenza umanitaria, mantenimento della pace, iniziative di sviluppo e tutela dei diritti umani. Secondo alcune fonti statunitensi, il Dipartimento del Tesoro avrebbe addirittura preso in considerazione l’ipotesi di sospendere o ridurre drasticamente il finanziamento a organizzazioni come NATO e ONU, per diminuire il contributo alle strutture internazionali. Tali proposte hanno suscitato ampie discussioni e sono viste anche come risultato di battaglie politiche interne. Il memorandum evidenzia che questi problemi stanno già avendo un impatto concreto sul lavoro dei funzionari. Nel dettaglio, l’Ufficio umanitario dell’ONU ha annunciato una riduzione del personale del 20%, UNICEF del 20% e l’Agenzia per la migrazione del 30%, con conseguente possibile perdita di migliaia di posti di lavoro e di difficoltà nell’implementazione di programmi vitali per le categorie più vulnerabili. Particolare attenzione, nel documento interno, viene dedicata alla gestione inefficace delle risorse, alla duplicazione di mandati e alla crescita del apparato amministrativo, oltre che all’aumento di missioni senza una strategia chiara di uscita dalle crisi. Contemporaneamente, entro il 16 maggio, i dirigenti delle strutture interessate devono fornire elenchi di posizioni trasferibili fuori da New York, Ginevra o altri centri di governance globale, al fine di ridurre i costi. In generale, queste iniziative fanno parte di un piano strategico di riforma dell’organizzazione, che finora si confronta con la sfida di mantenere efficacia e autorità nel mondo durante un rallentamento finanziario e una crisi globale di fiducia nelle strutture internazionali. Le discussioni interne e la preparazione a grandi cambiamenti si intensificano proprio in vista di importanti forum internazionali e della firma di nuovi trattati, che definiranno le prospettive di attività dell’ONU nel prossimo futuro.

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