Anni di umiliazioni e estorsioni nella 211a brigata: la situazione intorno al comandante del battaglione Poberezhniuk resta tesa e aperta al pubblico

Chas Pravdy - 02 Maggio 2025 17:44

La diffusione di casi di corruzione su larga scala e di gravi abusi di potere all’interno della 211ª brigata pontone-navale delle Forze di Supporto delle Forze Armate dell’Ucraina continua a suscitare attenzione da parte dell’opinione pubblica e delle autorità investigative. Secondo le informazioni ottenute dall’Ufficio statale di indagine (DBR), l’ex comandante di questa unità militare, generale di brigata Oleg Poberezhniuk, è ancora sotto custodia. Circostanze del caso Come indicato nella risposta ufficiale del DBR alla richiesta di «Ukrainska Pravda», gli investigatori stanno conducendo un’indagine preliminare su fatti di mancato intervento da parte del comando riguardo a episodi di abusi sui soldati subordinati. In particolare, si tratta del mancato coinvolgimento delle autorità competenti nell’informare circa casi di violenza e violazione nei confronti del soldato Vladyslav Pastukh. La donna si è infatti trovata vittima di violenze e maltrattamenti da parte di commilitoni, mentre le sue denunce e richieste di aiuto sono state trascurate dal comando. Dettagli del caso Secondo la risposta del DBR, per l’attuale procedimento penale contro Poberezhniuk è stata adottata una misura cautelare — la detenzione con possibilità di versare una cauzione di 12 milioni di hryvnia. Si sa che l’ex comandante non ha pagato questa cauzione e si trova ora in un centro di detenzione temporanea per militari. In questo modo, le autorità garantiscono il regime di custodia cautelare, poiché l’indagato ha rifiutato di versare l’importo richiesto. Precedenti degli eventi Sul sfondo delle indagini iniziate già il 16 dicembre 2024, quando «Ukrainska Pravda» pubblicò un articolo sui sistematici abusi, estorsioni e schemi corruttivi all’interno della brigata, la situazione ha attirato particolare attenzione. Il giorno successivo, il 17 dicembre, le autorità del DBR hanno avviato un’indagine penale focalizzata su fatti di comportamento illegale dei comandanti durante l’esercizio delle loro funzioni. Oleg Poberezhniuk è stato formalmente ufficializzato come sospetto di abuso di potere, scenari che violano non solo la disciplina militare, ma anche i principi di legalità e moralità nell'esercito ucraino. Decisioni giudiziarie successive Il 19 dicembre, il tribunale di Ternopil ha disposto che il comandante rimanga in custodia con la possibilità di versare una cauzione di 908 mila hryvnia. Il giorno seguente, l’ufficiale ha versato questa somma ed è stato rilasciato dall’isolamento. Tuttavia, il procedimento non è ancora concluso: il 29 dicembre, le autorità del DBR hanno nuovamente arrestato Poberezhniuk e comunicato sulla possibile inerzia delle autorità militari nel porre fine agli abusi e nel prevenirli. Il 19 dicembre, il tribunale ha adottato una nuova decisione — il comandante è stato nuovamente sottoposto a detenzione con possibilità di versare una cauzione di oltre 12 milioni di hryvnia. Ciò sottolinea la serietà delle accuse e il rischio derivante dall’indagine in corso, dalla delicata natura del procedimento e dalla presenza di sospetti in un caso che riguarda abusi, corruzione e abuso di potere. E adesso? Le autorità civili e militari attendono sviluppi su questa vicenda, in particolare sul chiarimento di tutte le circostanze e sulla responsabilità di tutti i colpevoli delle violazioni sistemiche nella 211ª brigata. Inoltre, nel pubblico circolano informazioni su altri casi di maltrattamenti, estorsioni, schemi corruttivi e nepotismo, che sono diventati una presenza ormai diffusa nelle strutture militari. È noto che questa situazione provoca profonda preoccupazione tra i militari e gli attori civili, poiché mette in discussione i principi di onestà, integrità e sicurezza all’interno delle unità militari. Sui fatti scandalosi e sui segreti Dettagli e informazioni su una presunta “famiglia ingegneristica”, abusi sui militari, estorsioni e conflitti tra i vertici confermano ulteriormente la necessità di un’indagine trasparente e di una pulizia all’interno delle fila militari per eliminare elementi disonesti e corrotti. Si prevede che tutte queste questioni riceveranno una risposta da parte delle autorità investigative e militari, nel tentativo di ristabilire la fiducia nelle Forze Armate dell’Ucraina, nella loro disciplina e integrità. In breve, la situazione della 211ª brigata e di Poberezhniuk rimane uno dei temi più caldi nel settore militare in Ucraina oggi. Allo stesso tempo, essa funge da importante promemoria sulla necessità di combattere la corruzione, gli abusi e le violazioni dei diritti dei militari, poiché senza ciò l’Ucraina non potrà realizzare pienamente il suo potenziale nella lotta per l’indipendenza e la sovranità.

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